Iachini, estate 'in panchina': è la 5° volta negli ultimi 10 anni
Beppe può programmare la sua Fiorentina 2.0 fin da questi giorni d'agosto, in attesa del mercato. Non sempre in carriera gli era successo di poter lavorare d'anticipo
Un'estate viola. Con la 'benedizione' di Rocco Commisso. Beppe Iachini si gode qualche giorno di vacanza dopo essersi conquistato la conferma sulla sua panchina del cuore, quella della Fiorentina. Colori a cui è legatissimo da trent'anni, un'opportunità che il tecnico ascolano si è costruito grazie al 10° posto di rincorsa e ai 32 punti in 21 partite di campionato.
"Con Iachini per tutta la stagione avremmo avuto 58-59 punti, più i 3-4 punti tolti dagli arbitri. Saremmo arrivati in zona Europa", ha commentato il patron viola riferendosi alla media punti di Beppe proiettata sulle 38 partite di campionato.
La fiducia del presidente e un'occasione da sfruttare al massimo: del resto mai, Iachini, aveva avuto l'opportunità di guidare una squadra con obiettivi europei. E farlo nella 'sua' Firenze aggiunge un tocco speciale alla missione.
AMBIZIONI. Certo, l'obiettivo la zona Europa, sdoganato da mesi da Commisso, non è stato ribadito dalle ultime parole del patron viola che ha preferito 'volare basso', ma è chiaro che dopo 'l'annata di transizione' (termine che non è proprio piaciuto a nessuno) la crescita dovrà portare quanto meno a provare a competere per le prime 6-7 posizioni.
Anche se non sarà affatto facile, per molti motivi. Di sicuro, Iachini è già al lavoro, e in contatto continuo con i dirigenti, per dare forma alla sua Fiorentina 2.0. Giornate di studio prima di tornare in campo, il 22 agosto, e rivedere da vicino i suoi ragazzi.
Con un certo Amrabat in più, innesto mica da poco in mezzo. LAVORARE D'ANTICIPO. Giorni d'agosto di grande attesa per Iachini, che non sempre aveva potuto progettare le sue squadre in anticipo. E lavorare in estate sulla sua idea di calcio da proporre poi all'inizio del ritiro pre-stagione.
Di fatto, sarà la sua 5° volta negli ultimi 10 anni, la 6° in carriera in A, che potrà lavorare d'anticipo avendo già una panchina. Spesso, infatti, Beppe era stato chiamato 'in corsa' per risolvere situazioni complicate. Un po' come alla Fiorentina, quando era arrivato a fine dicembre per tirar su una squadra che navigava pericolosamente in zona retrocessione dopo 17 punti in 17 partite.
Missione ampiamente compiuta. 4 VOLTE IN 10 ANNI. L'ultima volta che Iachini poté lavorare fin dall'estate in ritiro fu ai tempi dell'Udinese, nel 2016: fu ufficializzato a maggio, salvo poi essere sollevato dall'incarico ad ottobre dopo 7 punti in 7 gare e l'eliminazione dalla Coppa Italia.
Due anni prima, estate 2014, a Palermo programmò la stagione del ritorno in Serie A (dopo aver guidato i rosanero alla vittoria della B) e raggiunse un ottimo 11° posto, con 49 punti conquistati (suo record di punti in A, in quella che resta la sua unica annata intera su una panchina del massimo campionato).
Rimase così anche nel 2015 a programmare con Zamparini il campionato successivo, anche se poi fu esonerato dopo 12 partite. Era l'estate 2010, invece, quando Iachini, dopo aver riportato in A il Brescia, guidò il ritiro delle Rondinelle che poi disputarono il massimo campionato: Beppe fu esonerato dopo la 15° giornata, salvo poi essere richiamato prima della 22°, chiudendo con la retrocessione.
E IL CHIEVO. Questo negli ultimi 10 anni, con Iachini che nel frattempo era entrato 'in corsa' al Sassuolo, all'Empoli, al Siena (in A) e alla Samp (in B), oltre che in B nelle esperienze già citate a Palermo e Brescia (club portati poi in A, a pari dei doriani).
Prima, estate 2008, l'attuale tecnico viola era invece a lavorare al Chievo, squadra che aveva riportato in A vincendo l'anno prima il campionato cadetto con il record di punti (85, superato quest'anno dagli 86 del Benevento): a Verona, però, fu poi esonerato dopo la 10° giornata.
LA 'GRANDE OPPORTUNITA''. Adesso, estate 2020, eccolo invece sulla panchina viola. Finalmente la 'grande opportunità', per dimostrare di poter guidare un gruppo con ambizioni un po' più alte. Il suo gioco potrà non piacere (quanto a qualità vista la scorsa stagione, difficile apprezzare effettivamente), ma sicuramente il fatto di poter lavorare d'anticipo (lui che proprio del 'lavoro, lavoro, lavoro' ha sempre fatto il suo mantra, con cura quasi maniacale dei dettagli) potrà risultare importante verso una nuova stagione che è già alle porte.
Iachini, lo sa, si gioca tantissimo. E non vede l'ora di ripartire.



Lascia un commento