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Iachini divide, tra lotta salvezza e ambizioni. Ma ora serve compattezza. E un aiuto dal mercato

Salvezza e identità, gli obiettivi di Beppe. La Fiorentina ha capito il momento e ha agito per il presente. L'allenatore va sostenuto per uscire dalla crisi.

E' Beppe Iachini il nuovo allenatore della Fiorentina. Un passato da 'lottatore' in campo, osannato dalla Fiesole per la sua grinta, un presente da tecnico 'di provincia' con l'etichetta (e il curriculum) di chi è abituato ad allenare squadre tra la bassa serie A e l'alta serie B.

Tra lotta salvezza e corsa alla promozione. Questo raccontano i suoi anni da allenatore. Nel mezzo ci sono anche stagioni importanti con Sassuolo e Palermo, portati fino all'11° posto dopo periodi complicati. Squadre che giocavano con determinazione ma che sapevano anche esaltare le proprie qualità (con giocatori come Dybala, Belotti, Vazquez, Politano, Berardi, Sensi).

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GRINTA. Questo uno degli obiettivi di Iachini alla Fiorentina. Una squadra incompleta, con tanti singoli che non hanno reso per quanto potrebbero (e dovrebbero) e un'identità mai realmente trovata in questi cinque mesi, nel lungo processo di assemblaggio dopo la rivoluzione estiva.

L'ex centrocampista viola sa trasmettere grinta ai suoi giocatori, sa motivare, e dal primo allenamento dovrà far tornare nei suoi giocatori quella voglia e quella determinazione che nelle ultime settimane si è un po' persa. Perché puoi essere inferiore a Roma e Inter, ma contro Lecce, Verona e Torino devi metterci qualcosa in più.

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Per non parlare della prova di Cagliari. Ha pagato Montella, nonostante le colpe non fossero tutte sue. Serviva una svolta (soprattutto nella testa), Iachini può darla. LA SUA OCCASIONE. Sarà una grande prova anche per lui. Nella piazza che lo ha esaltato da giocatore, e che lo ha accolto sempre con applausi anche da avversario.

Un fiorentino dentro, Beppe. "Picchia per noi, Beppe Iachini", come dimenticarlo. Una di quelle persone che piacciono ai fiorentini. Il primo obiettivo sarà la salvezza, inevitabile. Da conquistare con il sudore e il sacrificio: non si può dare per scontata dopo 17 punti in 17 partite.

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E con gli scontri con Bologna e Spal che dovranno chiudere il girone di andata, prima di incrociare di nuovo Napoli, Juve, Atalanta e le altre. Iachini conosce bene il nostro campionato, come si lotta centimetro dopo centimetro, quali sono gli ingredienti per uscire dai momenti difficili.

Ma questa è anche la sua occasione per far vedere che può valere di più. Che può meritare anche situazioni più ambiziose. SCETTICISMO. Perché la verità è che, nonostante la stima profonda di tutto l'ambiente per lo Iachini uomo, c'è un bel po' di scetticismo in città per la scelta dello Iachini allenatore.

E non solo per i risultati dell'ultima stagione all'Empoli(dove comunque ha avuto un rendimento identico ad Andreazzoli, LEGGI QUI). Commisso,Barone e Pradè hanno preso atto che la situazione è complicata e che serviva agire subito per evitare ulteriori guai, e quindi hanno scelto un profilo meno 'futuribile' e più 'pratico' per il presente.

La gente con i 28 mila abbonamenti e la media tifosi oltre i 33 mila spettatori al Franchi si aspettava di più dal primo anno di Rocco, nonostante fosse consapevole delle difficoltà. Mentre la stagione di transizione (già non troppo digerita) si è trasformata in annata di sofferenza.

Firenze, insomma, si divide tra l'affetto per Beppe e l'ambizione di vedere sulla panchina un allenatore di prospettiva anche internazionale (sognava Spalletti o Emery, già storceva il naso per un Di Francesco, Blanc, Prandelli o Donadoni, perfino quando si parlava di Gattuso poi andato al Napoli).

Il vero obiettivo, l'Europa, del resto dichiarato apertamente da Commisso a partire dalla prossima stagione. 18 MESI. Il contratto di 18 mesi per Iachini (non specificato nel comunicato ufficiale della Fiorentina) ha fatto storcere il naso ai più, ma i dettagli saranno chiariti nella conferenza stampa di sabato.

'Traghettatore' o non, adesso l'allenatore va supportato. Rotti i ponti con il passato, con un Montella che tra molte giustificazioni ereditava una situazione negativa dalla passata stagione (e gestione), adesso c'è da ripartire tutti insieme.

Con la spinta del pubblico che in questi mesi c'è comunque sempre stata, nonostante le difficoltà. Perché la paura di stare laggiù è venuta un po' a tutti. Chiaro che però il tecnico andrà affiancato con un mercato importante.

In primis una punta che possa garantire diversi gol. Quella che non è arrivata la scorsa estate, con la scommessa-Pedro rimasta in naftalina e Montella (che magari qualche responsabilità sul brasiliano ce l'ha pure) che si è dovuto inventare l'attacco Chiesa-Ribery salvo poi restare senza reti.

E poi a centrocampo, reparto andato in difficoltà (Badelj mai determinante, Pulgar in calo, Benassi scomparso), ma anche in difesa. Ci sarà da capire che livello di giocatori potrà sposare il progetto viola adesso, se già in estate c'erano stati parecchi no.

In un mercato già complicato come quello di gennaio. UNA MANO DAL MERCATO. Politano, ad esempio, è al centro di un possibile scambio tra Inter e Napoli con Llorente. E senz'altro il club di De Laurentiis può offrire ben altre prospettive all'exSassuolo, tra l'altro (però) molto vicino a Iachini, che lo valorizzò proprio in neroverde (aiutandolo ad approdare a San Siro e in Nazionale).

Servirà, innanzitutto, avere stavolta chiara l'idea di Fiorentina da costruire. Soprattutto a livello tattico. Perché in estate si costruì una squadra sul 4-3-3 (senza centravanti) e poi si è puntato sul 3-5-2, con molti giocatori adattati.

Iachini conosce bene entrambi i moduli, così come alcune varianti con il trequartista. Ma la 'riparazione' di gennaio dovrà ripartire (oltre che dalla ricerca di qualcuno che faccia gol) da un'idea precisa di gioco. Con giocatori pronti subito ad entrare in ballo, con poche scommesse.

Sguardo al presente insomma, e poco all'idea futura di Europa. Occhi puntati anche su Pradè, che si gioca molto (con un budget intorno ai 40 milioni). Più trasparenza sì, rispetto al passato. Ma tanti acquisti fin qui non hanno reso.

Ora, con più tempo a disposizione, serve dimostrare qualcosa in più.

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