Iachini: "Chiesa può fare la punta. Vlahovic, voliamo bassi. Ribery tra 30/40 giorni. Sulla conferma..."
Il tecnico della Fiorentina parla in conferenza stampa verso il Milan: "Un grande rapporto con Pioli, ha cambiato il Milan. Ibra...".
Il tecnico della Fiorentina Beppe Iachini ha parlato alla vigilia della sfida contro i rossoneri. Ecco le sue parole. PIOLI. "C'è un grande rapporto, abbiamo vissuto 7 anni insieme tra Verona e Fiorentina. Tante pagine insieme di crescita professionale e umana.
Un rapporto di stima, amicizia e affetto, ogni volta è sempre bello rivedersi. Abbiamo vissuto belle pagine, abbiamo fatto l'Europa sia con il Verona (semifinale di Coppa Uefa) che a Firenze con la finale contro la Juve. Esperienze di vita dentro e fuori dal campo.
Ogni volta che lui allena una squadra faccio il tifo che possa far bene, e penso che la cosa sia reciproca. Per quello che è stato il percorso di vita insieme". MOMENTO. "Noi abbiamo 45 giorni di lavoro insieme in cui abbiamo dovuto mettere dentro diverse cose.
Poi nel calcio alcune cose le recepisci subito e altre devi lavorarci, come movimenti e fase di possesso, vanno meccanizzate. Una squadra che deve prendere in mano le situazioni e le partite con maggiore personalità. Ma ci stiamo lavorando, ci sono processi più lunghi ma i ragazzi stanno dando grande disponibilità.
Cerchiamo di accorciare il più possibile la tempistica, ma nel calcio è solo il tempo e il lavoro insieme che ti dà poi i meccanismi. E ti fa alzare il livello. Anche se credo che in fase offensiva, che era un problema quando sono arrivato, siamo andati in gol in diverse maniere.
Qualche risultato si inizia a vedere, il fatto di arrivare al gol e in area avversaria con più interpreti". MILAN. "Il Milan è una squadra forte, e oggi ancora più forte perché Pioli ha dato una nuova impronta tattica e una mentalità di un certo tipo.
Una squadra organizzata che ha inserito da gennaio due giocatori molto importanti, Ibrahimovic che è un fenomeno, ha gli occhi dietro alla testa, fa gol e fa fare gol. Poi anche Rebic che è un ragazzo che in questo momento tutto ciò che tocca diventa oro.
Dovremo fare una partita perfetta di squadra in fase di non possesso e di possesso". PRESSIONE DAI TIFOSI. "Ai tifosi non c'è da chiedere niente, ci hanno sempre sostenuto. Ma ci sono dei processi di crescita, andando a vedere anche il recente passato.
Il finale dello scorso anno c'è stata tensione e pathos, quest'anno la situazione si è un po' ripetuta. Stiamo lavorando perché tutto questo sia un lontano ricordo pensandoci il meno possibile. Solo con un grande atteggiamento e applicazione giusta nei singoli momenti possiamo fare risultato".
GIOVANI. "Abbiamo tanti giovani che stanno crescendo, stanno migliorando e sui quali bisogna lavorare ancora. Faccio il nome di Cutrone, su cui mi sto concentrando in maniera particolare. Dopo 7 mesi particolari, in naftalina, può essere delicato riprendere un certo tipo di discorso.
Ci darà una grande mano, non è vero che è solo un attaccante da area di rigore. Sa attaccare gli spazi e la profondità, è un attaccante moderno. Gli attaccanti da area di rigore non esistono più, non giocherebbero nel calcio di oggi.
Stiamo lavorando su di lui, è chiaro che deve ritrovare uno smalto giusto. Sette mesi in naftalina sono per tutti particolari, ci vuole qualche settimana di tempo. Ma sia con lui, che Chiesa, Vlahovic, Sottil e Ghezzal stiamo lavorando sulla tecnica e tattica individuale, sugli spazi, sul controllo palla.
Hanno potenzialità importanti ma dobbiamo insistere su questi movimenti". LA GARA. "E' una partita importante per entrambe le squadre, noi guardiamo in casa nostra. Sappiamo che dobbiamo migliorare anche in fase difensiva, di non possesso, migliorare dettagli e letture.
Davanti dobbiamo insistere nei movimenti, nei tempi, negli smarcamenti senza palla. Ma abbiamo fatto un bel percorso fin qui. I gol sono arrivati a Genova e anche in altre partite, con l'Atalanta in due partite abbiamo fatto tre gol.
Abbiamo margini e ciò mi fa ben sperare al futuro, ma a patto che restiamo tutti con i piedi per terra". CENTROCAMPO. "Noi abbiamo affrontato settimane con gare ravvicinate, e abbiamo dovuto tirare il collo ai ragazzi sul piano fisico.
E ne hanno risentito sul piano della lucidità. Ora poter alternare ragazzi ci dà più respiro, abbiamo recuperato Badelj e Duncan e numericamente siamo giusti. Poi dipende dalla partita e dal momento, per me sono tutti titolari, aggiungo anche Agudelo e Ghezzal che l'ha fatto con la Juve.
Tutti stanno lavorando per essere a disposizione, si crea una bella concorrenza e possiamo alternare a seconda delle situazioni. Non ci sono bocciature, ma a seconda dei momenti c'è chi è più fresco". RIBERY. "Sta lavorando con il fisioterapista ancora, ci vorrà un po' di tempo ancora.
Come Ibrahimovic nel Milan ha portato tanta qualità e tanta personalità, ha fatto crescere il lavoro della squadra. Ribery per noi è importante dentro e fuori dal campo, purtroppo non ce l'abbiamo ancora e non ce l'avremo per un mese/quaranta giorni, non so ancora.
Non possiamo mettergli fretta, è stato un infortunio di un certo tipo e ha bisogno di terapie per mettersi a posto. Il gruppo sa che deve andare in campo per Ribery per regalargli serenità e fiducia, a lui come ai tifosi. Diamo qualcosa in più anche per i compagni, come per Kouamé".
CHIESA. "Tutti si diceva che Chiesa non poteva fare l'attaccante, che era solo esterno. Ma sarebbe limitativo per la sua carriera, quando uno è bravo, veloce, tecnico non è detto che non lo puoi avanzare di 30 metri, lo fai essere più decisivo.
Più vicino alla porta può essere da 15-20 gol, chiaro che da esterno no. Anche per Dybala tutti dicevano che era un esterno, per me è una punta e poi è esploso in questo ruolo. Per me Chiesa può fare anche la seconda punta, è chiaro che ci vuole tempo.
Lui in sei partite ha fatto 4 gol, e poteva farne altri 3-4, quando non l'abbiamo servito in posizione favorevole o magari lui ha tirato alto da ottime posizioni. Dobbiamo solo insistere e lavorare. Quando hai in mano un giocatore con queste caratteristiche mi devo aspettare che sia determinante anche in fase realizzativa.
Ha una tecnica adeguata per fare entrambi i ruoli". CONFERMA. "Ogni allenatore ha il suo percorso, chi arriva prima e chi dopo in certe situazioni. Io continuerò a lavorare come ho sempre fatto, con serietà e professionalità, cercando di migliorare i miei giocatori e di far punti.
Ho vinto quattro campionati, quando ho avuto la macchina ho fatto record di vittorie, i miei attaccanti hanno sempre segnato tanto. Quando c'è stata la possibilità di lavorare abbiamo sempre fatto grandi cose, si è potuto vincere anche con altri obiettivi.
Quattro campionati vinti in quattro piazze diverse non è facile per nessuno, facendo record, subentrando e cambiando le stagioni. Pellissier 25 gol, Pozzi 24, anche Caracciolo, a Palermo c'erano Belotti e Dybala e con loro abbiamo vinto il campionato facendo tanti gol.
Io non esalto mai me stesso, do sempre i meriti agli altri. Merito una conferma? Non lo dirò mai, io penso solo a lavorare. Poi ci sono le persone che giudicano. Io non mi sono mai pubblicizzato, tanti mi hanno detto che sbagliavo.
Ma non lo farò mai, quando uno nasce tondo non può morire quadrato. Abbiamo valorizzato tanti giocatori, abbiamo avuto risultati. Con più moduli. Sono conoscenze, arrivo qui con un bagaglio importante, arricchito, in un posto dove sono tanto affezionato e dove voglio far bene.
Ci tengo per i tifosi, la città e per le persone che mi hanno mostrato sempre tanto affetto". COME STA LA SQUADRA. "Abbiamo avuto qualche problemino fisico, influenzali. Ma sembra che possano essere recuperati. Oggi vedremo nell'allenamento".
LA SETTIMANA DI VLAHOVIC. "Con lui ho parlato, come tutti. Voliamo bassi. Ha tanto margine di miglioramento, deve lavorare. Sa che solo con il tempo, il lavoro e l'umiltà giusta può crescere. Legare il gioco, il controllo orientato per calciare.
Ad esempio con l'Inter non ha fatto il controllo orientato sul sinistro e se l'è portata sul destro, e ha sbagliato il tap in per il 2-1. Il movimento della mezzaluna, spalle alla porta, l'attacco. Tanta roba e tanto lavoro da mettere dentro.
Ma sono doti che non mancano a Dusan, così come a Cutrone, Chiesa e gli altri. La crescita passa sempre attraverso la tattica individuale e collettiva". ANCORA SUL MILAN. "Il Milan rispetto all'andata è cambiato, hanno aggiunto Ibrahimovic, Pioli ha ridato una nuova organizzazione alla squadra.
Non guardo mai a cosa è successo in passato. Ogni partita è motivo per poter far punti, in casa e fuori casa".



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