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I più e i meno di Moena: l’entusiasmo del Cholito, i ricami di Montiel, i dubbi di Ricky

Due settimane piene di indicazioni. E di frasi da ricordare. I giovani che promettono e la vera garanzia del gruppo: l’unità

Due settimane piene di lavoro e anche di giocatori in ritiro (troppi), perché campo e mercato hanno tempi diversi e Pioli ha gestito una Fiorentina con una base solida in una cornice fitta per i partenti in parcheggio. Come riporta il Qs-La Nazione, motivazioni alte per molti, non per tutti.

Normale di questi tempi, anche se la tenuta del gruppo è stata davvero a prova di ingorgo: feeling di chi ha passato insieme momenti indimenticabili in tutti i sensi, compresi quello peggiore. I PIÙ. Gol a parte, otto, Simeone è stato lo spot della motivazione viola.

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La sua frase più bella: «Sono qui per imparare e ci riesco tutti i giorni». Pezzella con la fascia di Astori ha ereditato anche la responsabilità di riempire un’assenza insostituibile, ma lo ha fatto con grande grinta in ogni partitella e soprattutto in ogni allenamento.

Grande spirito davvero. La sua frase più bella: «So che Davide ci guarda da lassù, ci darà una mano». Veretout ha portato in giro per il campo con spavalderia la sua zucca gialla metallizzata, è stato un buon centrale e ha rinunciato senza problemi alla sua caratteristica migliore, che è quella di inserirsi per cercare il tiro.

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La frase più bella su di lui l’ha detta Pioli: «Jordan è così bravo che può fare tutto». I ricami del giovanissimo Montiel, spagnolo esile e sofisticato, hanno divertito un po’ tutti (e Pioli sta addirittura pensando di trattenerlo in prima squadra).

Non solo giochetti da foca per lui: bagliori di classe vera in un corpicino da sviluppare. Benassi è stato il suo sponsor: «Montiel è stato quello che mi ha colpito di più». Bene anche Vlahovic, facendo le debite proporzioni per gli avversari incrociati.

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Magari Ibrahimovic non sa chi è, ma Vlahovic ha sempre avuto il suo poster in camera: «Mi ispiro a Zlatan». Tra i ’più’ anche Chiesa, ma non per come ha giocato durante un ritiro che per lui è stato da normal one. Arrivato in ritardo sul palco durante la presentazione della squadra (pare per le cure fisiche in hotel dopo i crampi in partita), Federico ha allontanato dubbi e voci sul suo conto, almeno in termini di appartenenza: «Sono orgoglioso di essere in questo gruppo di grandi uomini».

Il difensore Hancko ha estratto dal suo repertorio un grande stacco di testa e uno spettacolare sinistro. Bel prospetto davvero. La fase migliore è stata di Antognoni: «È considerato uno dei 50 giovani più forti del mondo». Andremo a controllare.

I MENO. Non per colpa sua, ma proprio perché era semplice leggerglielo negli occhi, Saponara si è allenato mostrando nello sguardo tutti i suoi dubbi. Mezz’ala davvero adattata, ma è difficile fare il trequartista in una squadra che non lo prevede.

E poi esercizi per crossare, una deriva laterale per uno abituato a forzare il gruppo al centro. Indecifrabile Eysseric, anche lui adattato a fare l’esterno alto a sinistra, esercizio eseguito senza brillare. Pioli ha ricordato che Valentin a Nizza ha giocato il 70 per cento delle partite in quel ruolo, a Moena proprio non si è capito.

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