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I meriti di Iachini in una stagione complicata. Ora via alle scelte per il futuro: dal tecnico a Chiesa e Milenkovic

Beppe ha portato la Fiorentina alla salvezza: obiettivo raggiunto e non banale. Adesso quattro gare per migliorarsi e decisioni importanti da prendere

Salvezza raggiunta e grosso sospiro di sollievo da tirare. Dopo il successo di Lecce serviva l'ultimo sforzo, contro il Torino è arrivata una vittoria meritata che ha chiuso i conti. Una stagione complicata che la Fiorentina, nelle difficoltà, è riuscita a raddrizzare.

Certo, nessuna bottiglia di champagne da stappare, ma ripensando a otto giorni fa, quando i viola erano sotto in casa contro il Verona e rischiavano di giocarsi la sfida di Lecce da +6 in classifica, si capisce quanto sia stato concreto il rischio di ritrovarsi nuovamente con l'acqua alla gola.

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I MERITI DI IACHINI. Undici punti nelle ultime cinque partite, e tanti ringraziamenti a Iachini. Beppe era arrivato a Firenze per salvare la Fiorentina, ha lavorato sodo e ha portato la barca in porto. Certo, chi si aspettava un gioco scintillante sarà rimasto deluso, ma probabilmente era anche complicato chiederlo ad un allenatore entrato in corsa e 'costretto' a giocarsi la salvezza nel campionato compresso, con una rosa non certo costruita per essere competitiva in gare ogni tre giorni.

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Iachini è arrivato a fine dicembre con la Fiorentina a +3 dal terz'ultimo posto, a quota 17 punti dopo 17 partite: con lui in panchina i viola hanno fatto 25 punti sempre in 17 gare, sono adesso a +13 dalla zona retrocessione.

Non si può che fare i complimenti a Beppe, che ha gestito bene il gruppo, ha tenuto botta alle (tante) critiche ricevute specie nelle prime gare post-lockdown ed è riuscito a centrare l'obiettivo. LE ULTIME 4 PARTITE. Un tecnico tifoso viola che ha dato tutto, a testa alta, per la Fiorentina.

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E continuerà a fare il massimo, senz'altro, anche nelle ultime quattro partite di campionato. Quelle che con molte probabilità saranno le sue ultime quattro gare sulla panchina viola: una panchina inseguita a lungo che vorrà certamente onorare facendo più punti possibili.

Ora le sfide anche affascinanti con Inter e Roma, poi Bologna e Spal: con la testa più libera c'è la voglia di migliorarsi, magari di puntare la parte sinistra di classifica e scalare qualche posizione. Nessun obiettivo trascendentale, sia chiaro, ma c'è la voglia di chiudere bene questa stagione tribolata.

"Poi vedremo quello che accadrà", come ha detto Iachini dopo il Torino. NUOVO CICLO. Il suo futuro, oggettivamente, pare scritto. La Fiorentina vuole ripartire con un ciclo a respiro europeo, con un tecnico che possa portare un calcio divertente e propositivo.

Segnando anche qualche punto di rottura da questa stagione "di transizione". Per non portarsi dietro postumi di un'annata vissuta nei bassifondi. Iachini sarà però ringraziato per il bel lavoro fatto, per aver ripreso in mano un gruppo che sembrava sperduto a dicembre.

Il bacio di Barone a Beppe in diretta tv domenica sera fa capire quanto comunque la società abbia apprezzato il lavoro del tecnico. Anche se poi le strade si separeranno. SCELTE DA PRENDERE. Con la scelta del nuovo tecnico che sarà la prima da prendere nelle prossime settimane.

Ovviamente la società ci sta già lavorando, non si può certo arrivare a metà agosto senza avere le idee chiare su un punto così fondamentale per il nuovo ciclo. Anche perché con il tecnico sarà pianificato il mercato (o gran parte di esso).

Juric, che ancora deve trovare l'accordo con il Verona per la prossima stagione, è il nome più caldo: deve ancora dimostrare tutto a livello europeo, ma piace la sua idea di calcio che ricorda quella di Gasperini. E per certi versi è un profilo stile primo Montella: allenatore emergente con idee moderne in grado di crescere con la Fiorentina.

Certo, d'altra parte ci sarebbe la voglia di portare a Firenze un allenatore di stampo internazionale che possa far impennare da subito anche il 'brand Fiorentina'. Sarebbe un biglietto da visita anche per le intenzioni ambiziose di Commisso e in ottica mercato per attirare giocatori di alto livello.

Ma, con una squadra reduce da due anni difficili e fuori dall'Europa da quattro stagioni, non sarà certo facile convincere tecnici come Emery e Spalletti. Mentre l'idea De Rossi, che pure sarebbe passata nella mente della società, è già tramontata.

CHIESA, IL FUTURO E' ADESSO. Dalla scelta dell'allenatore deriveranno poi quelle in chiave mercato. Commisso in prima persona vorrebbe agire direttamente a Firenze per conoscere 'a quattr'occhi' il nuovo tecnico e per dirigere le operazioni di mercato più delicate.

Ma purtroppo non può ancora fissare una data di ritorno in città, e le prime scelte saranno fatte con la sua direzione dagli Stati Uniti. In ballo ci sono anche i diversi rinnovi da discutere: primo su tutti quello di Chiesa, che potrebbe realmente vivere le ultime quattro gare in maglia viola.

Una situazione non facile da gestire, perché se anche Federico volesse andar via, ad oggi, è difficile immaginare qualcuno che possa spendere 60-70 milioni, specialmente in Italia. E in caso di permanenza, ci dovrebbe essere un rinnovo di contratto (ma a quali cifre?

Davvero 4 milioni come Ribery? Complicato). RINNOVI E ATTACCO. Situazione simile per Milenkovic: se non rinnoverà lascerà Firenze, e da tempo Ramadani sta spendendo il suo nome in diverse piazze estere e non solo. Il difensore serbo piace a Napoli e Milan in Italia, ma è più probabile che dall'Inghilterra possa arrivare un'offerta adeguata.

E Vlahovic? Altro caso da risolvere, o quanto meno da chiudere in fretta. Il suo rinnovo era ritenuto una formalità prima della pandemia, poi le pratiche si sono allungate. E finché non ci sarà la firma sarà tutto inevitabilmente in bilico, perché il centravanti classe 2000 ha tanti estimatori e la Fiorentina in attacco cambierà qualcosa per la prossima stagione.

Con Cutrone che, grazie all'ottima vena realizzativa delle ultime partite, si sta ritagliando un bel credito in vista del futuro. Così come Kouame, che sta rientrando bene dall'infortunio. Sarà il nuovo allenatore a dare l'impronta della nuova Fiorentina, ma è chiaro che giocando con un trequartista (Ribery) e due attaccanti ci sarebbe spazio per tutte le punte attuali in rosa e magari anche per un famoso'bomber da 20 gol'.

Una delle tante decisioni da prendere nel prossimo futuro.

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