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Graziani, Paolo Rossi e lo Scudetto '82: "Meritavamo lo spareggio, lui uomo pulito"

L'ex attaccante di Fiorentina e Torino parla dell'amico scomparso, del Mondiale e del campionato finito con lo 'scippo' finale della Juve

Intervista a Ciccio Graziani sul Corriere della Sera, con il ricordo di Paolo Rossi. «Scudetto dell''82 tra Fiorentina e Juve?

Quel titolo meritavamo di giocarlo allo spareggio

, però non ricordo frasi particolari. Qualche sfottò sicuramente, i bianconeri che ci guardavano un po’ dall’alto in basso, ma sempre con grande rispetto. Bearzot aveva forgiato quel gruppo dalla metà degli anni Settanta, ci amalgamò lasciando fuori i club e le loro rivalità».
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ITALIA-BRASILE. «La mattina vidi Paolo a bordo piscina, non era lo stesso. Mi confessò che pensava di restare fuori dall’undici titolare. Io lo spronai ricordandogli l’affetto che Bearzot aveva per lui, “squadra che vince non si cambia” gli dissi, e aggiunsi: “Contro il Brasile farai una grande partita”».

E lui la fece. Segnò una tripletta. E poi? «E poi nello spogliatoio mi venne incontro e mi abbracciò per dieci secondi senza dire niente».

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UOMO. Che uomo era Paolo Rossi? «Un uomo pulito. Che aveva ancora tanti progetti da portare avanti.

Era e resterà per sempre il nostro Pablito». Il vostro sembra un calcio lontanissimo nel tempo, perché? «Perché è cambiato il mondo, non è colpa di nessuno ma sono cambiati i valori, sia quelli umani che sportivi. Trovatemi oggi la qualità di uno Scirea, un Conti, un Cabrini, un Tardelli, un Antognoni, un Rossi, trovatela».

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MALATTIA. Lei sapeva della malattia? «Credo di essere stato tra i primi a scoprirlo. E per caso, perché dopo il mio incidente domestico sono stato operato dalla stessa équipe dell’ospedale la Gruccia di Montevarchi, quella del professor Piero Paladini».

Ne avete mai parlato? «No, però, mi sono preoccupato quando a ottobre ha smesso di scrivere nella chat degli azzurri Mundial. Gli ho telefonato e non mi ha risposto. Poi ha ripreso a chattare, ma ci ha tenuto nascosta la gravità della malattia».

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