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Gravina: «Divieto di trasferte? Punire tutti una sconfitta per il calcio»

Le parole del presidente federale: «Noi siamo per l’individuazione delle singole responsabilità»

Dopo gli scontri in autostrada tra gli ultras di Roma e Fiorentina, che hanno portato il Viminale a vietare fino a fine stagione le trasferte ai tifosi giallorossi e viola, nel fine settimana l’A1 è stata teatro di nuovi incidenti stavolta tra gli ultras di Lazio e Napoli. «Non è un argomento che ci lascia indifferenti e dispiace per quello che avviene - ha commentato Gabriele Gravina, presidente della Figc, in conferenza stampa -. Noi siamo per l’individuazione delle singole responsabilità per non penalizzare le comunità virtuose di tifosi. Privare una parte di questa comunità è una sconfitta per il mondo del calcio e stiamo provando a superarlo in stretta collaborazione con il Ministero dell’Interno»

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PROVVEDIMENTI. «Non si può fare finta di nulla nel momento in cui a chilometri di distanza avvengono degli scontri preorganizzati. Per quello che avviene all’interno dello stadio noi cerchiamo di monitorare, di intervenire e prevenire, predisponendo delle norme che mi sembra abbiano dato negli ultimi tempi dei risultati positivi. Gli avvenimenti al di fuori dello stadio dipendono molto dal Ministero dell’Interno, abbiamo grande fiducia e un grande rapporto di collaborazione. Il calcio è festa e gioia, non possiamo consentire questa modalità di appuntamenti sulle strade provinciali e sulle autostrade per gli scontri. Qui si parla di delinquenza e come tale viene perseguita. Ma dispiace penalizzare i soggetti virtuosi. Se penalizziamo tutti non si rende onore al mondo del calcio e su questo lavoriamo, affinché vegano perseguiti chi commette il reato».

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