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Grandi emozioni per Rocco a Superga: "Doveroso, bellissimo gemellaggio coi granata"

Su Tuttosport si racconta la mattinata di Commisso, andato a visitare Superga prima della sfida di ieri a Torino. Gran gesto del presidente viola.

Su Tuttosport si parla della visita di ieri di Rocco Commisso a Superga, che ha molto emozionato i presenti.

Talvolta gli antefatti costituiscono anche il quadro, e non solo la cornice. E’ il caso della salita, soprattutto spirituale, di Rocco Commisso a Superga, accompagnato dalla moglie, la signora Catherine, e dal suo gran visir, Joe Barone.

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La storia è questa. Qualche giorno fa, a fronte del desiderio del direttore di Tuttosport di incontrare il presidente della Fiorentina, è subito sgorgata una proposta ad hoc: «Caro direttore, il nostro patron sarà sicuramente felice di incontrarla.

Perché non ci viene a trovare domenica di primo mattino in hotel e poi saliamo tutti assieme a Superga?», hanno fatto sapere dalla Fiorentina. A Superga, sì: perché Commisso aveva già deciso di andare a vedere il luogo in cui il Grande Torino morì, 70 anni fa.

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E anche vedere significa conoscere. E conoscere, nella fattispecie, voleva dire rendere omaggio. E a Superga, si sa, cadde anche il fondatore e primo direttore di Tuttosport, Renato Casalbore.

BEL GESTO. Un gran gesto, da parte di un personaggio pubblico: non ne rammentiamo molti di presidenti tanto illuminati nella sensibilità, scrive il quotidiano.

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Anzi: fatichiamo a ricordare un altro patron salito lassù, prima di una partita contro il Toro. Un gran gesto, dunque. E un’espressione privata di buon cuore. Di cuore ampio, cioè. E di intelligenza. A Superga la famiglia Commisso e Barone hanno letteralmente caricato di domande i presenti.

Sull’epopea del Grande Torino, sulle ragioni di quella tragedia. Ma anche sulle origini di quel capolavoro dello Juvarra, la basilica eretta lassù nei primi decenni del Settecento.

EMOZIONI. I fiori sulla lapide, le preghiere.

E i saluti affettuosi con tanti tifosi viola, saliti pure loro lassù: ed emozionati a scoprire Commisso. E lui: «E’ tutto così incredibile, commovente. Loro morirono a maggio, io nacqui a novembre: stesso anno. Dopo, crescendo, scoprii la storia.

Quella squadra riportò l’Italia ai massimi livelli mondiali, nello sport. Anche qui a Superga sto imparando tante cose. E penso pure a Menti: che giocò nella nostra Fiorentina, prima di legarsi per sempre ai fratelli granata.

Ed è bellissimo questo gemellaggio tra le due tifoserie: si vogliono bene, e poi chi è più bravo vince. Non potevo non salire a Superga per la prima volta, visto che sarei venuto qui per la partita. L’avevo detto ai miei dirigenti: andiamo già sabato a Torino, così avremo il tempo per andare a Superga.

Era doveroso. Quella squadra rappresentò anche una rinascita della società civile italiana nella pulizia della libertà»: dopo l’orrore del fascismo e della guerra.

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