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Gosens: «Firenze è casa, a gennaio non potevo lasciare. Anno complicato per tutti. Vanoli...»

Le parole del terzino tedesco, oggi anche capitano, sulla stagione della Fiorentina, sui confronti di metà anno e la salvezza

Parla così Robin Gosens in sala stampa dopo il pareggio contro l'Atalanta: «E' vero, anch'io a livello personale ho avuto un anno complicato. Un infortunio che mi ha tenuto fuori per troppo tempo, sono stato alla ricerca a lungo della condizione fisica ottimale. Il mio obiettivo ora è riposarmi un attimo, riflettere sulle cose sulle quali c'è da riflettere e ripartire bene l'anno prossimo con una base importante. Spero di farlo qui, mi sento a casa. Firenze mi ha regalato questa seconda casa, dopo un anno complicato a Berlino. Sono grato alla società e alla città, ho ancora voglia di ripagare qualcosa».

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LA STAGIONE. «E' stato un anno complicatissimo per tutti noi. In una delle prime interviste, dissi che avevo l'obiettivo di migliorare l'ultima stagione. Ma è giusto, siamo fatti di ambizione e obiettivi. Mi sentivo di dirlo perché avevo l'aspettativa di poterlo fare. Però poi se non riesci a mantenere le aspettative arrivano delusione e rabbia. È successo questo, a noi e a me. Nelle prime 10-15 partite andavo a casa con frustrazione e rabbia, non riuscivo a raggiungere il mio livello. Non sei libero, non hai fiducia e non riesci a performare. Così per tutti. Poi dicembre, gennaio, tanti ritiri, riunioni, parolacce tra di noi che però sono servite. Lì abbiamo fatto un grande lavoro tra di noi, abbiamo messo da parte l'ego, l'io. Se non mettevamo da parte certe cose eravamo morti. Questo switch ci è servito. Magari non sempre con il bel gioco, ma quando devi salvarti, per forza, non è possibile fare sempre un bel gioco. Nelle prime 15 partite ci abbiamo provato, non ci siamo riusciti e abbiamo fatto figure di m.... Ma siamo cambiati, sono arrivati i risultati che servivano e alla fine abbiamo fatto questo percorso insieme. So che sembrava scontata la salvezza, perché avevamo giocatori importanti. Ma non è stato così. Sono contento per i punti fatti, per lo step di crescita come uomini. Sono contento per questa salvezza in anticipo, per il momento sono contento come uomo. Non vuol dire che sono felice per questa stagione, anzi. Sono deluso in primis da me, non ho dato una mano alla squadra. Non ho dato quello che ho dato l'anno scorso, anche se ho cercato di dare l'esempio di professionalità. Vorrei fare il meglio qui l'anno scorso, per chiudere questo cerchio, alzare il livello mio e della squadra».

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VANOLI. «Domanda non facile. Anche io sono un giocatore e posso valutare quello che ho visto in questi mesi con mister Vanoli. È stato molto bravo a portarci con questa mentalità, pensare di vincere le partite in maniera giusta. Ci ha ridato gamba, cosa che serviva come il pane. Abbiamo finito con 42 punti, a dicembre non so se pensavamo di farli. Insieme abbiamo fatto un lavoro importante. Il percorso fatto è anche grande merito di Vanoli».

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MERCATO DI GENNAIO. «A gennaio è arrivata questa offerta dal Nottingham, ma ho detto che non volevo andare via. Non potevo andarmene in quella situazione. Non potevo farlo come giocatore e come uomo. In più la mia famiglia si trova benissimo qui a Firenze, una piazza dove sto bene, mi dà grande serenità. Non lascio tutto questo a caso. Dentro di me ho avuto la sensazione di non potermi muovere. Ho detto no per la terza volta alla Premier League, ma non ci ho più pensato. Sono felice di aver fatto questa scelta, sono grato alla tifoseria che mi ha applaudito quando sono uscito. Vale tantissimo per me, so che i tifosi hanno sofferto troppo per colpa nostra. Sono grato per avermi applaudito, ma va anche accettato quello che hanno in mente. Sono il cuore della società e della piazza. Dobbiamo riflettere su ciò che abbiamo sbagliato, perché non succeda più. Questa piazza merita di più, abbiamo tutta l'estate per riflettere e ripartire. Il bello del calcio è che l'anno prossimo ripartiamo da zero».

CONFERENCE. «Onestamente abbiamo provato in ogni modo ad andare avanti in coppa. Abbiamo fatto i playoff, gli ottavi, non abbiamo mollato neanche ai supplementari. Anche lì non siamo stati al meglio di noi stessi. Ma siamo contenti almeno di aver regalato una soddisfazione contro la Juventus, per noi la tifoseria è il cuore. I blackout ci sono stati. Ma la nostra squadra quest'anno è stata più fragile dell'anno scorso, quando avevamo fatto 9 vittorie di fila e tutto girava meglio. I risultati alla fine sono arrivati, ma siamo stati meno forti mentalmente dell'anno scorso. I blackout purtroppo ci sono stati, hanno fatto sparire il lavoro fatto fino a quel punto. Ma ci siamo sempre ripresi, è stata una nostra forza nella seconda parte di stagione. E abbiamo portato la barca in porto».


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