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'Giù il cappell(in)o' per Iachini: da 2 punti in 7 partite a 3 vittorie di fila (e un pari al 94')

Che impatto per Beppe sul mondo Fiorentina: lavoro, praticità ma anche idee chiare. E ora la zona retrocessione è decisamente più lontana.

Si diceva che Beppe Iachini era arrivato soprattutto per togliere dai guai la Fiorentina. Per salvarla, per farla uscire a livello mentale da un tunnel che sembrava senza fine. Ma anche per tornare a fare punti e allontanarsi da una zona molto pericolosa di classifica.

Si era così scelto uno 'specialista', un tecnico abituato anche ad entrare in corsa, a far svoltare le proprie squadre, ma anche ad avere a che fare con la zona retrocessione. Del resto, dopo 17 punti in 17 partite (e 2 punti nelle ultime 7 gare), il terz'ultimo posto era distante a fine dicembre appena tre punti.

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+10 DALLA ZONA RETROCESSIONE. Nessuno, però, si aspettava un impatto così devastante di Beppe Iachini sul mondo viola. Tre vittorie in una settimana, più il pari di Bologna con l'1-1 incassato al 94'. Un dato: la Fiorentina, agganciando il Napoli a quota 24 punti, è ora a +10 dalla zona retrocessione, in attesa di Genoa-Roma, Brescia-Cagliari e Atalanta-Spal.

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E addirittura la 'zona sinistra' di classifica, quella in cui vorrebbe tornare il prima possibile Commisso, è a pochi passi. Il Torino oggi 8°, che ha già giocato ieri il proprio 20.mo turno (perdendo con il Sassuolo), è a 3 punti, il Parma 7° (in campo oggi a Torino con la Juve) a +4.

Vietato ovviamente proiettarsi troppo avanti e ancor più parlare d'Europa, per una squadra che sta provando ad accantonare le grandissime fragilità che l'hanno accompagnata per mesi. Serviranno riprove, prestazioni solide e convincenti.

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Ma la strada per risalire è quella giusta. 'GIU IL CAPPELLINO'. Prossimo step il Genoa. Uno scontro al Franchi per capire se davvero la Viola è uscita dalla crisi, se ci può essere un campionato da giocare con più spensieratezza e con tanti giovani da far crescere.

Se si può davvero gettare qualche base per il futuro, insomma, senza un'affannata rincorsa alla permanenza in Serie A. Per adesso, 'giù il cappellino' per Beppe Iachini. Per aver saputo rialzare una squadra che era intrisa di paure, per aver dato coraggio ai giocatori e aver rimesso in sesto un gruppo che pareva spaccato.

Lavoro, lavoro, lavoro. E quel cappellino (indossato sempre per un problema agli occhi), appunto, già entrato nei cuori dei tifosi viola. "Non ho la bacchetta magica", disse l'allenatore al suo arrivo. Ma i risultati delle prime quattro partite vanno ben oltre ogni immaginazione.

"C'è prima da mettere in sesto la fase difensiva, da ritrovare equilibrio e organizzazione", aveva detto Iachini. Così erano nate le prove non belle ma produttive contro Bologna e Spal. Mentre con Atalanta e Napoli, contro squadre più propositive e con la mente dei viola più sgombra da pressioni, sono arrivati dei veri capolavori.

RIVOLUZIONE. Oltre a tutto c'è poi lo spirito di squadra che emerge. Basta vedere la faccia di Chiesa, i suoi atteggiamenti, il suo entusiasmo. Con Montella qualcosa si era rotto negli ultimi tempi, con Iachini il feeling è stato immediato.

Così come per i senatori e per tutto il gruppo. Metodi che piacciono, condizione fisica che cresce e voglia di stupire che è tornata ad invadere il centro sportivo. Dove è partita questa rinascita viola. Doppie sedute, tanta corsa, fitti colloqui di gruppo e individuali.

La rivoluzione del mondo viola in due settimane. Parla il campo.

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