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“Girare a 20-22 punti”, l’obiettivo di Commisso. Ma il calendario viola è da incubo

Rocco Commisso vorrebbe vedere i suoi girare almeno a 20 punti. Ma il calendario è tutt’altro che agevole per la Fiorentina

GIRO DI BOA. “Quattro partite, ci mancano quattro-cinque punti”. Rocco Commisso il suo obiettivo se lo è posto. Alla fine del girone d’andata vuole vedere la sua Fiorentina girare con almeno 20 punti in classifica. Le quattro sconfitte di fila rimediate dai viola in Serie A hanno fatto precipitare anche le ambizioni dello stesso patron viola, che per quanto abbia sempre detto, assieme a Pradè e Barone, che questo doveva essere un anno in cui gettare le basi, ha allo stesso tempo sempre ribadito come non “far peggio dell’anno scorso è intanto il nostro obiettivo”.

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CALENDARIO DA INCUBO.

Tuttavia, quello che pareva uno scenario difficilmente raggiungibile in negativo, al momento è più che uno spettro. La classifica parla chiaro: 5 lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione, e con all’orizzonte Inter e Roma al Franchi.

Coppia di gare tutt’altro che abbordabile, visto che i nerazzurri hanno perso sin qui solamente contro la Juventus e sono al comando della classifica con 38 punti ottenuti su 45 disponibili. In trasferta, inoltre, l’Inter le ha vinte tutte in questo campionato facendo 7 su 7.

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La Roma ha invece ritrovato la retta via, e rischia di presentarsi alla gara contro la Fiorentina col doppio dei punti dei viola. In tutto ciò, domenica c’è Brescia-Lecce e il derby di Genova. In caso di vittoria delle rondinelle o di una delle genovesi la terzultima posizione sarebbe ancor più vicina per la Fiorentina, sempre che non arrivi il miracolo contro i nerazzurri.

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Dopo Inter e Roma, e dopo Natale, ci sarà la trasferta di Bologna, non certo gara agevole visto il disperato bisogno di punti della squadra di Mihajlovic, e poi la Spal in casa.

Il traguardo messo nel mirino da Commisso di girare con almeno 20 punti non è irraggiungibile. Ma quando non riesci a fare né punti né prestazioni contro Lecce, Verona, Torino e Cagliari, e hai sofferto in avvio di gara anche col Cittadella, ogni avversario rischia di assumere le sembianze di un muro invalicabile.

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