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Giovedì prossimo sarà presentato il libro sulla rivalità tra Juve e Fiorentina

Giovedì 9 novembre alle ore 18,00 presso la BiblioteCaNova Isolotto del Quartiere 4 a Firenze (Via Canova ang. Via Chiusi) si terrà un evento-presentazione di un libro che ha già suscitato grande interesse e del quale Firenze, la Fiorentina e i tifosi viola sono gli assoluti e splendidi protagonisti: Come una malattia – Viola e bianconeri, alle radici dell’odio, scritto in modo assai pregevole da un autore esordiente, Alessandro Giannetti, edito dalla AB Edizioni ed arricchito da una Prefazione niente meno che dell’indimenticabile capitano del secondo scudetto viola ed allenatore del “terzo” “Picchio” De Sisti.

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Saranno presenti, oltre all’autore, Andrea Muzzi, noto attore e regista fiorentino, e Massimo Cervelli, giornalista e “storico” della Fiorentina, nonché membro del Consiglio del Museo Fiorentina.

Quella fra tifosi viola e bianconeri, del resto, è una rivalità che sembra esistere da sempre, nata in origine su motivazioni regionali e campanilistiche, ma deflagrata clamorosamente al termine del campionato 1981/82 (quello del famoso Meglio secondi che ladri), fino a trasformarsi – specie dopo i fatti del ’90 e la cessione di Baggio – in un odio inestinguibile e profondo, una sorta di malattia per la quale è difficile anche solo immaginare una cura.

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In questo libro, attraverso il complesso e specialissimo rapporto con lei, si ripercorrono appassionatamente quasi cinquant’anni di storia della Fiorentina, dove protagonisti non sono soltanto gli eroi della domenica (da De Sisti, Chiarugi e Maraschi fino a Mutu, Rossi e Kalinić), ma anche e soprattutto la gente comune, i fiorentini e i tifosi di ogni ordine e grado, il “popolo viola”.

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Con uno stile moderno e sorprendente, ironico, sarcastico, a tratti lirico e dolente, arricchito da citazioni colte e popolari (da Tex Willer a Fabrizio De André, dal cinema della commedia all’italiana fino alla Divina Commedia del più illustre italiano di sempre), l’autore affronta un viaggio affascinante e catartico dentro le profondità dell’essere fiorentino e tifoso viola, per raccontare, spiegare e in qualche modo esorcizzare il traumatico rapporto con quella squadra a strisce di cui non riesce neppure a scrivere il nome (se non nell’onirico, impossibile finale).

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