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Giovanni Galli: «Comuzzo sbaglia, ma dov'era Pongracic? Qualche anno fa consigliai un difensore»

Le parole dell'ex portiere viola: «C'è un problema per tutti i difensori italiani. Mercato? Ha senso se voglio fare risultati nelle coppe, altrimenti...»

Giovanni Galli, ex portiere e opinionista, ha parlato a Lady Radio del match di ieri contro il Cagliari: «Era una grande occasione prima del match, ma lo sviluppo della partita è andato diversamente. Pensavamo che la vittoria di Bologna fosse propedeutica per arrivare al risultato, ma il Cagliari si è dimostrato squadra organizzata e con personalità. Anche nel primo tempo vedevi la facilità con cui loro riuscivano a trovarsi, Palestra nel primo tempo ha fatto il bello e il cattivo gioco. Ci hanno messo in difficoltà, può succedere. Ci aspettavamo qualcosa di più, non siamo stati neanche tanto fortunati, ma abbiamo trovato una squadra in salute, che ha studiato bene la partita. Dietro con Ze Pedro hanno trovato una pedina fondamentale, Mina ha fatto ciò che doveva fare su Piccoli. Bravo l'allenatore che ha messo Gaetano davanti alla difesa e non ci davano la profondità, la possibilità di andare su Piccoli. Ci hanno bloccato Fagioli, dobbiamo trovare le alternative perché può succedere che ti vadano a marcare Fagioli anche in altre partite».

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CROSS SBALLATI. «Solitamente a Coverciano, Ulivieri ci diceva che non si può preparare una partita e basta. Ma tre all'interno della stessa gara, trovare soluzioni. A inizio ripresa Vanoli ha messo dentro Brescianini, Fabbian, centrocampisti che andassero a occupare l'area di rigore. Ma bisogna migliorare negli ultimi 25 metri, non si possono fare 45 cross e un solo gol. Quaranta cross li hanno presi loro. Bisogna essere più precisi, attenti, consapevoli che siamo in area avversaria dove c'è densità. Ieri c'era una squadra ben organizzata che ci ha creato difficoltà. Il risultato ci rimette in condizione di resettare e ripartire, magari con idee diverse».

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DE GEA. Poteva fare di più De Gea sul cross del primo gol? «No. Sappiamo che questo può essere il suo tallone d'Achille, ma non si può puntare il dito sempre su di lui. La fase difensiva non è da mettere come d'esempio».

COMUZZO. «Bisogna vedere il contesto iniziale. Siamo partiti con l'idea di puntare ai primi 5-6 posti, non puoi fare a meno di un ragazzo che hai cresciuto e del quale hai informazioni importanti. Deve crescere, ha fatto 30 partite in Serie A, non 500. Può commettere degli errori. Leggo commenti che danno tutta la colpa a Comuzzo. L'unica responsabilità è che in Italia ormai a livello difensivo siamo più orientati a guardare la palla e il compagno di linea più che l'avversario. È un tema nazionale, non di Comuzzo. Il centravanti ha fatto un doppio movimento, ha fatto finta di tagliare e si è poi allargato. È un movimento che avranno provato. Il difensore, quando sei lì, deve guardare l'avversario. Lui era concentrato solo sulla palla. Poi è stato sfortunato dopo, ma anche il colpo di testa sarebbe andato dentro lo stesso. Abbiamo questo difetto in Italia, lo fanno anche Bastoni e altri difensori che hanno più esperienza di Comuzzo. Semplice però beccare sempre l'ultimo. Loro sono stati bravi con questo lancio di Ze Pedro per Palestra che ha beccato alle spalle la linea difensiva. Ma Pongracic dov'era? Se vedete, quando c'è il lancio, Pongracic sta rientrando ma pensando che non fosse più roba sua. Se hai due terzini come Gosens e Dodo, i centrali devono stare in zona difensiva, così come un centrocampista. Mi ricorderò sempre cosa ci diceva Bearzot in Nazionale, a gente anche come Gentile, Collovati, Scirea, che quando si attacca bisogna avere la cognizione di come si deve difendere. Bisogna essere mentalmente preparato a cosa possono fare loro se perdiamo palla. Mi ricordo ancora del messaggio che ci dava 40 anni fa. Se becchi il contropiede 4 contro 2, cosa corri all'indietro? Bisogna bloccare subito l'azione, fare un fallo. Avere queste astuzie, prendere un giallo. Serve attenzione. Quando si attacca, chi rimane per la fase difensiva deve fare una pressione sull'uomo, in marcatura. Non voglio puntare il dito, parlo di concetti e principi che vanno applicati».

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LA DIFESA. «L'anno scorso giocavamo molto più bassi rispetto ad ora. Ho letto che stanno cercando un centrale mancino. Qualche anno fa spinsi diverse volte per Senesi, prima che andasse in Olanda. Era un giocatore di qualità, argentino, sa come si difende. È un '99, era giovane. Ma ora non voglio entrare in merito a chi può venire. Abbiamo una rosa attrezzata per poterci salvare tranquillamente, senza fare voli pindarici. Ma ci vuole un'applicazione maniacale dei concetti dell'allenatore. Andare oggi a spendere dei soldi... Se sei a tre punti dall'Europa League o dalla Champions, ha senso, ma questa rosa può salvarsi tranquillamente. Domani abbiamo la Coppa Italia: può essere un obiettivo? Così come la Conference. Se faccio degli acquisti, magari è per alzare il livello e fare risultati nelle altre competizioni. In Coppa ce la giochiamo. Se devo fare dei cambiamenti, è per cercare di essere protagonisti nelle coppe. Ce la giochiamo, partiamo alla pari con le altre, non siamo sotto di 40 punti».


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