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Giovani in rampa di lancio, per Gori si potrebbero aprire le porte della prima squadra

Come riporta La Repubblica Firenze, in finale, finalmente. Juventus giù, umiliata da una Fiorentina lucida e determinata. Il 4- 1 ha una narrazione semplice: la squadra di Bigica domina il primo tempo e lo chiude 2-0 (Diakhate e Lakti), la Juve trova la rete per la possibile rimonta ma subito dopo si prende il terzo gol di Gori e tutto finisce più o meno lì, perchè poi c’è un rigore che Diakhate si fa parare e subito dopo la redenzione del senegalese ( doppietta per lui) che segna il quarto gol.

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Tutti felici, anche se una sceneggiata intorno al dischetto tra Sottil e Diakhate costringe Bigica a ordinare al suo senegalese, dopo il quarto gol, di andare a festeggiare con il suo compagno.

Storie di ragazzi che devono crescere. Il calcio serve anche a questo. Ma quello che conta è ritrovare la finale di questo torneo che una volta era un vero lustro per la Versilia e per il calcio giovanile in genere. Oggi lo è un po’ meno, ma una finale è una finale, soprattutto per una squadra di ragazzi su cui la società ha puntato molto.

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La squadra di Bigica se la giocherà domani contro l’Inter (che ha battuto il Parma 2-0. ).

L’ultima vittoria della Fiorentina Primavera al Viareggio risale al ‘ 92, l’ultima finale al 2011, e quella era la Fiorentina allenata da Renato Buso, la formazione in cui giocavano Piccini, Matos, Camporese e Iemmello.

Quella sfida, però, andò all’Inter, la squadra in cui giocava un certo Biraghi. Storie, incroci, promesse mantenute o finite altrove.

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Sul lavoro di Bigica, comunque, c’è poco da dire. L’ex mediano della Fiorentina del tempo che fu ottiene quello che cercava a tutti i costi, e ci riesce senza incontrare molta resistenza da parte di una Juventus dominata dall’inizio alla fine.

Una bella soddisfazione per una squadra che in campionato vive in piena zona play off. D’altra parte la società ha investito molto nella Primavera: dal milione per il difensore Hirstov (in nazionale) ai 2,3 milioni per Maganjc, il talento più pagato del settore giovanile.

Ma poi ci sono gli altri, gli italiani che stanno sorprendendo tutti.

A cominciare da Gabriele Gori, centravanti di peso senza paura. Il suo gol alla Juve è figlio della tenacia. Difensore in vantaggio sulla palla di almeno due metri ma troppo ingenuo per passarla subito al proprio portiere.

E così Gori insiste, gliela ruba e va in gol. Pioli di sicuro sta facendo un pensierino al ragazzo cresciuto nella Sestese che potrebbe giocare qualche pezzetto di partita in prima squadra da qui alla fine del campionato. Ottimo torneo anche per Sottil, esterno veloce e tecnico, mentre prima di questa sfida la squadra di Bigica aveva mostrato qualche problema in difesa, considerate le assenze di Cerofolini e Hirtsov, convocati nell’Under 19.

Fondamentale anche l’apporto dell’albanese Lakti, centrale di centrocampo devoto al sacrificio, e di Diakhate, un discontinuo che però quando decide di esserci può fare la differenza, per fisico e qualità tecniche.

Di sicuro quella scena al dischetto racconta che sul carattere c’è ancora molto da lavorare. Comunque, avanti così verso la finale. Appuntamento domani alle 15. A Viareggio, naturalmente: c’è l’Inter

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