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Gilardino: "Prandelli il tecnico a cui sono più legato. Tornerò a vivere a Firenze"

L'ex attaccante anche della Fiorentina ha parlato di tanti temi legati alla sua lunga carriera

Ospite negli studi di Sportitalia, l'ex attaccante viola Alberto Gilardino ha dichiarato: “In questo momento non penso ad un futuro ma vivo alla giornata. Cerco di imparare il più possibile in campo da vice allenatore di Luca Prina al Rezzato in Serie D.

Allenatore a cui sono più legato? Prandelli perché è stato uno dei primi e mi ha costruito come giocatore. Mi ha insegnato a giocare in Serie A e mi ha dato spazio. Poi comunque ho avuto tanti grandi allenatori, come ad esempio Pioli.

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Podio direi: Prandelli, Lippi, Ancelotti. Anche Gasperini mi ha dato tantissimo anche se con lui si lavorava tantissimo durante la settimana. Negli ultimi anni Prandelli non è riuscito ad esprimere il suo massimo livello ma spero si possano aprire nuove porte in Italia.

Nazionale di Mancini? Sta dando un'impronta chiara. Nei miei anni c'era molta più concorrenza per andare in Nazionale tra gli attaccanti, ora sono cambiate tante cose. Si cercano più falsi centravanti. Pavoletti mi piace molto come centravanti e credo che potrebbe essere l'attaccante giusto su cui puntare anche in chiave Italia.

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Mi ricorda proprio le mie caratteristiche. Grosso vive un momento particolare a Verona ma ha la personalità giusta per far cambiare rotta ad una squadra che comunque è forte. Sono sicuro che lui possa farcela. Violino? L'esultanza nasce con Marchionni a Parma.

E' nata a cena per caso e da lì me la sono portata avanti per tanto tempo. Anni migliori? Spero di aver lasciato ovunque qualcosa a livello umano, anche dove non sono riuscito a dare quello che potevo. Sicuramente Parma e Fiorentina sono state esperienze importanti.

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E' stata una bella carriera. Vargas-Gila? Anni molto belli. Lui e Pasqual mi hanno fatto fare grandi gol. Sono stati anni stupendi con tanti tifosi al seguito. Firenze mi ha dato tanto, tornerò a viverci perché amiamo la città, la gente.

La Fiorentina ora è una squadra giovane con giocatori di prospettiva. Corvino è un direttore importante che può fare molto bene anche quest'anno. Chiesa è un giocatore di grande qualità. L'emozione più grande l'ho vissuta con la maglia azzurra quando abbiamo vinto il Mondiale nel 2006.

Un gran gruppo, abbiamo lavorato con grande costanza e Lippi ci ha dato tantissimo ed è stato un grande aiuto per fare quell'impresa. Gol più belli? Ne ho fatti tanti ma ne dico solo due che mi sono rimasti impressi: con il Milan contro il Manchester United e quello con la Fiorentina ad Anfield contro il Liverpool.

Fu una bella emozione anche perché c'erano tanti tifosi viola e mi gettai tra loro dopo il gol".

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