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Gerson, dagli elogi di Ronaldinho a una carriera da risollevare. Ecco chi è il nuovo arrivo in casa gigliata (VIDEO)

Focus sul nuovo centrocampista viola in arrivo in prestito dalla Roma.

Omonimo dell'ex campione del mondo brasiliano con il quale condivide il fatto d'aver vestito la maglia del Fluminense e quella verdeoro della Selecao brasiliana, Gerson Santos da Silva, potrebbe presto diventare il quarto arrivo nella campagna di rafforzamento del dg Pantaleo Corvino.

Il classe 1997 originario di Belford Roxo, quartiere di Rio de Janeiro, ha iniziato a giocare nel futsal prima di debuttare a 17 anni nella prima squadra del Fluminense. In quella squadra c'era anche Ronaldinho. I due hanno giocato insieme, prima che avvenisse quello che si può leggere come un passaggio di consegne.

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L'ex Milan e Barcellona ha sempre riconosciuto il talento dell'attuale centrocampista della Roma: "Gerson con quel sinistro fa quello che vuole ma bisogna dargli tempo" ha detto in un'intervista a Repubblica qualche anno fa. Pronto a scommettere con forza su di lui è stato Walter Sabatini, che lo acquistò nel 2016 sbaragliando la concorrenza del Barcellona e lasciandolo in prestito in Brasile permettendogli di vincere il Brasileirao.

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I primi due anni di Italia sono stati senza ombra di dubbio al di sotto delle aspettative, ma considerando l'età del ragazzo potrebbe rivelarsi una scommessa azzeccata. Si tratta infatti di un centrocampista di piede mancino, caratteristica che manca nel centrocampo gigliato.

Nasce trequartista, ma può giocare anche da esterno e da mezzala. Quest'ultima posizione potrebbe essere il ruolo forse più congeniale, visto che per quanto fatto vedere fino adesso non è dotato del passo di un esterno offensivo.

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Toccherà così a Pioli, oltreché a se stesso, cercare di risollevare una carriera che si è inceppata, ma che sembrava promettere tantissimo. Innanzitutto migliorando su alcuni atteggiamenti caratteriali, visto che chi lo conosce bene lo ha descritto sempre come un ragazzo timido e a tratti indolente.

Non ultimo in questo senso proprio Sabatini, che una settimana fa ha utilizzato queste parole in un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport: "Qualche segnale l’ha dato. Giocatore indolente. Non ha capito che deve sfruttare le sue enormi qualità fisiche.

Non sfida mai l’avversario, si accontenta. Gli dicono di giocare semplice ma esagera. Una volta gli ho scritto: ‘Mi corri in verticale con la palla e mi dribbli un uomo una volta ogni tanto?’. Se me lo porto alla Samp? No".

https://www.youtube.com/watch?v=DdjCcbEDhNE

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