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Gazzetta: Pirlo torna alla lavagna per inserire Chiesa. Ma con Kulusevski...

Non facile inserire il 25 viola negli schemi della Juve: qualcuno andrebbe sacrificato. O tutta fascia o cambio di modulo...

A suo modo è un’altra BBC: Baggio, Bernardeschi, Chiesa. Tre trasferimenti sofferti, tre strappi al cuore di Firenze, tre innesti non semplici nel tessuto della Juve. Complice anche le Notti Magiche del ’90, il Codino impiegò poco a conquistare il nuovo mondo e la sua storia bianconera si colorò con coppe, scudetti, Pallone d’oro, fascia di capitano.

Il pieno inserimento di Bernardeschi invece deve ancora completarsi, anche perché gli è stata imposta una versatilità tattica che non lo ha certo aiutato. L’arrivo di Kulusevski e quello probabile di Chiesa non semplificano il suo accesso in campo.

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Così scrive La Gazzetta dello Sport. COME BERNARDESCHI. Neppure quello di Chiesa sarebbe un inserimento semplice e immediato come quello di Robi Baggio, anche perché comporterebbe il riposizionamento o addirittura l’esclusione di pedine importanti.

La convivenza con Kulusevski, altro corridore esterno, per esempio, sarebbe tutta da calibrare. Nel 3-4-1-2 impiegato finora, Chiesa potrebbe correre a destra come ha fatto a Roma lo svedese che, a questo punto, potrebbe giocare al fianco di CR7 oppure alle spalle di due punte, nella casella occupata finora da Ramsey e destinata a Dybala.

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Pirlo può sbizzarrirsi, al prezzo di un paio di esclusioni eccellenti. Non si scappa. Ma nel calcio delle 5 sostituzioni e delle partite ravvicinate, il turnover è una necessità più che una scelta. A TUTTA FASCIA. L’esterno a tutta fascia, Chiesa lo ha già fatto con Iachini, anche a costo di finire spremuto come a San Siro, dopo le rincorse da terzino a Perisic.

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La lezione di Paulo Sousa, che lo lanciò, gli tornerà utile perché Pirlo segue gli stessi principi: costruzione a 3 e difesa con due linee a 4. Ma c’è una differenza sostanziale: Sousa abbassava uno dei suoi due trequartisti (3-4-2-1), in genere Bernardeschi, per aiutare l’impostazione di Badelj e Vecino.

Cercava la superiorità palleggiando, prima di aggredire l’area. A Roma invece il trequartista di Pirlo (Ramsey) e gli esterni si spalmavano subito sulla linea dei 5 attaccanti (3-2-5). In un assetto del genere, oltre a sfiancarsi in copertura, Chiesa faticherebbe a spendere la progressione, che è la sua arma migliore.

E soffrirebbe, come ha sofferto Kulusevski a Roma. ALLA LAVAGNA. L’arrivo di Federico Chiesa costringerà il Maestro a rimettersi alla lavagna, magari recuperando qualche intuizione di Paulo Sousa. Pirlo dovrà lavorare soprattutto per coprire le spalle a Chiesa, per impedirgli cioè di sfiancarsi in copertura e consentirgli di spendere con lucidità il suo grande talento offensivo.

Come accade in Nazionale, dove gode della protezione di un terzino (4-3-3). Pirlo potrebbe confermare il 4-4-2 anche in fase offensiva: Kulusevski a destra, Chiesa a sinistra, con Dybala e CR7 di punta. Fosse intoccabile la difesa 3, cara ai Senatori, la soluzione potrebbe essere il 3-4-3, con Chiesa allineato a CR7 e Dybala falso 9 (o Morata).

Questa soluzione renderebbe più ardua la presenza di Kulusevski che comunque può essere decisivo anche partendo dalla panchina. Premeditare una staffetta Chiesa-Kulusevski significa potersi permettere un’aggressione feroce e talentuosa sulla fascia destra dal primo all’ultimo minuto. Senza dover correre da bandierina a bandierina, Chiesa e Kulusevski avrebbero le energie per alimentare quel pressing alto e aggressivo che Pirlo ha promesso, ma non ha ancora mostrato.

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