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Frey: "Ho rischiato la vita per un virus. Ribery è carico. Ci stavano delle difficoltà per la viola"

Frey: "Ho rischiato la vita. Ora per fortuna sto bene. La Fiorentina? Mi dispiace per questa classifica. Ribery? E' carico. Non vede l’ora di tornare"

Parla così al sito gianlucadimarzio.com l’ex portiere viola Sebastien Frey del virus sconfitto negli scorsi mesi e della Fiorentina attuale:

SULLA MALATTIA “Sei una persona fortunata, Sebastien. Adesso, goditi la vita. Quando senti certe cose, ti fermi per un po’, pensando a ciò che ti viene detto.

Potevi morire, mi ripeteva il medico. Da un giorno all’altro, per colpa di un raffreddore. Alla fine però eccomi di nuovo qui, tornato alla mia vita normale. Certo, per riprendere a camminare, mi sono serviti un paio di mesi di fisioterapia.

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Ma posso finalmente dire di stare bene”.

 “È iniziato tutto banalmente, con raffreddore e febbre . La temperatura è salita a quota 40, non ne voleva sapere di abbassarsi. Vado dal medico, mi prescrive un antibiotico che dopo una settimana non aveva ancora fatto effetto.

Poi, il momento peggiore: una mattina mi sveglio e capisco che sono in grado di muovere soltanto la testa. Dal busto in giù, mi sentivo completamente paralizzato. Mi facevano due o tre prelievi al giorno, ogni giorno. Hanno scoperto che si trattava di un virus, mi dissero che rischiavo la vita.

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In poche parole, questo virus era riuscito a farsi largo a causa del livello troppo basso di difese immunitarie. Non mi restava che aspettare e sperare che il mio corpo sviluppasse gli anticorpi necessari per sconfiggere il virus.

Mi permisero di tornare a casa dopo oltre una settimana di ricovero”.

“Dal punto di vista psicologico non ho passato un bel momento: avevo perso l’uso della gambe e continuavo a dimagrire sempre di più. Poco alla volta sono riuscito a tornare alla normalità, oggi non posso dire di essere al 100%, devo ancora fare dei controlli, però ho ripreso a fare sport e a seguire la mia routine quotidiana”.

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SU RIBERY E LA FIORENTINA “Ci siamo conosciuti in Nazionale, poi a dire il vero non siamo rimasti troppo in contatto. Appena ho letto sui giornali della possibilità di vederlo in viola, però, gli ho scritto un messaggio per sapere se fosse vero.

Sto andando a Firenze, mi disse lui. Da lì, abbiamo cominciato a sentirci e vederci più spesso. Firenze è la mia seconda casa, desideravo che si ambientasse al più presto. L’infortunio contro il Lecce, a livello mentale, l’aveva buttato giù di morale.

Ora però Franck mi sembra bello carico, non vede l’ora di tornare. Andando alla Fiorentina ha fatto una scelta dignitosa, si è trasferito in una bellissima città continuando a giocare in un campionato molto competitivo. Ha un’intelligenza rara, grande professionalità: un vero colpo per la mia Viola.

CLASSIFICA E IACHINI “Dispiace, ma non mi stupisce la classifica. Tanto dal punto di vista del mercato quanto per quel che riguarda l’allenatore, la nuova proprietà in estate non ha lavorato come avrebbe voluto. Il tempo a disposizione era limitato, la società ha fatto il possibile ma era prevedibile che sarebbe stato un altro anno di transizione.

Iachini? Per questi 6 mesi va bene: è grintoso, ha una mentalità giusta per la lotta salvezza. In più, è ben voluto dalla piazza”.

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