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Frey: "Complicato parlare di Europa. Io come Borja. Il braccialetto dell'Inter? Vi spiego..."

Sebastien Frey, ex portiere della Fiorentina e idolo della tifoseria viola, ha parlato ai microfono di Lady Radio nel corso del Radio Viola. Queste le sue considerazioni:

Sulla sconfitta della Fiorentina contro la Sampdoria: “Una brutta batosta contro la Samp, prendere tre gol fuori casa non è mai piacevole.

Mi auguro che l’allenatore faccia dimenticare il risultato alla squadra e preparare al meglio la gara contro l’Hellas. Stiamo parlando di una squadra che si sta ancora cercando. Tutti stiamo cercando di capire dove può arrivare questa Fiorentina, ma parlare di Europa mi sembra un po complicato.”

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Sul futuro della squadra: “Io penso che questa squadra sarà sempre oscillante in questa stagione.

Penso che l’obiettivo sia quello di arrivare a metà classifica senza problemi senza pressioni, e capire se arriveranno segnali dall’alto ovvero dalla società. Quest’estate sono stati dati via tanti giocatori importanti, come Borja Valero, come Bernardeschi, quindi i segnali sono stati questi dalla società, e quindi i tifosi giustamente si chiedono cosa succederà a questa Fiorentina, ed è la domanda che mi pongo anche io.

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In squadra saranno tutti dei bravissimi ragazzi, sono stato a salutare l’allenatore qualche settimana fa, però in campo manca qualche giocatore carismatico che possa trasmettere qualcosa, come poteva essere Borja Valero, che trasmetteva qualcosa ai compagni.”

Sul suo addio alla Fiorentina: “Io sarei anche rimasto volentieri, perché avevo preso l’impegno di capitano.

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Qualcuno della società purtroppo mi fece capire che dovevo andare via, e quindi nonostante l’amore per la piazza, quando un giocatore si sente cosi è costretto ad andare via. Quello che è successo a Borja è successo con me.”

Sulla proprietà: “Nella mia generazione c’era una proprietà molto presente, magari Andrea un po più di Diego, cosa che negli anni purtroppo è venuta a mancare.

Questo si nota da fuori, ed è un peccato, perché è una proprietà che ha riportato grande la Fiorentina. D’altronde quando vedi tutti questi cambiamenti, ti fai delle domande.”

Sull’episodio della foto postata domenica sera col braccialetto dell’Inter: “L’Inter mi ha chiamato a far parte delle leggende della squadra.

Ho postato una foto del braccialetto con la mia fidanzata, e certi tifosi viola mi hanno dato del mercenario. Questo termine qua non l’ho mai accettato e mi è dispiaciuto. Io sono stato invitato a vedere le partite dell’Inter, perché l’Inter ha sempre dimostrato grande rispetto per i suoi grandi giocatori, cosa che a me alla Fiorentina non è successa.

In tre anni non sono mai stato chiamato dalla società per venire a vedere una partita allo stadio, io verrei di cuore. Io la Fiorentina la ritengo una grande squadra. Con l’Inter sono stato solo due anni, ma c’è rispetto nelle grandi squadre per gli ex calciatori, cosa che a Firenze in questo momento non c’è.

Comunque ringrazio sempre quei tifosi che mi mandano messaggi di affetto, loro non hanno prezzo.”

Sulla sua miglior gara con la maglia viola: “Con la Lazio è stata una della partite un po meno belle, ma sono stato chiamato in causa più volte e sono quelle giornate dove non volevo far passare niente.

C’è anche la partita contro l’Everton che ricordo con piacere, dove ci furono cinque rigori calciati perfettamente. Insomma, nonostante non abbiamo vinto niente, la mia Fiorentina fu una delle più grandi, ed è stato molto bello vivere quelle emozioni, ed oggi mi fa tristezza vedere il Franchi quasi sempre semivuoto, mentre prima la tifoseria era un’arma in più per noi, le squadre avevano paura di venire a giocare a Firenze.”

Su Prandelli: “E’ stata una scelta particolare andare nei paesi arabi, vuol dire distaccarsi un po’ dalla realtà calcistica che conta.

Con lui ci siamo sentiti un po di mesi fa, spero possa tornare in Italia e riprendere la sua esperienza da allenatore, perché penso che possa ancora dare molto al campionato italiano”.

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