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Frey: "Al Viola Park presenterò il mio libro. Prefazioni di Baggio e Della Valle"

L'ex portiere della Fiorentina ha parlato del suo libro e anche della stagione che sta per iniziare con Palladino in viola

Seba Frey ha parlato a Radio Bruno: "Il mio libro? Durante il Covid mi hanno chiamato tanti giornalisti e uno di questi mi ha detto che forse era arrivato il momento di fare una bella autobiografia. All'inizio ho rifiutato ma poi ci ho ripensato e ho deciso di raccontare la mia lunga storia, bella, ricca di emozioni.

Mi hanno dato l'opportunità di scrivere questo libro e ci abbiamo impiegato un bel po' di mesi. E' scritto da un giornalista ma ho raccontato tutto io. Penso che possa piacere perché ci sono tante cose mai dette". SULL'ADDIO IN VIOLA: "Ho raccontato il mio addio a Firenze.

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Non ho mai raccontato i dettagli di quell'addio. Grossomodo tutti sanno perché ma i dettagli ho voluto scriverli in questo libero. Ieri ho annunciato il libro e sono già tempestato di pre ordini e presentazioni. La prima presentazione ufficiale però sarà fatta a Firenze, al Viola Park.

Ci sono due prefazioni. Una è di Roberto Baggio, una lettera aperta davvero emozionante, e l'altra è di Andrea Della Valle, il mio presidente. Ho scelto lui perché in quegli anni è stato la persona più vicina a noi. Ci ha sempre seguito, è sempre stato presente anche nello spogliatoio e penso di aver fatto la cosa giusta.

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Anche lui ha raccontato cose belle". SUL SUO ARRIVO A FIRENZE: "Sono arrivato a Firenze a 25 anni. Nella piazza giusta per me. Va tutto bene, a gennaio ho la media voto più alta del campionato. Eravamo un gruppo strepitoso ma i giornali titolavano: Frey para, Toni segna.

Arriviamo a gennaio e mi crolla il mondo addosso perché mi rompo il ginocchio e non posso andare al Mondiale 2006 e la mia carriera viene messa in discussione. La stagione dopo riprendo con tante paure che non sapevo gestire.

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E se un portiere si fa vedere vulnerabile è calcisticamente morto. Andiamo in ritiro con la Fiorentina e mi ricordo che avevo paura a scendere in campo. Così chiamo Roberto Baggio che mi racconta come il buddhismo gli ha cambiato la vita.

E lui mi ha detto: mi aspettavo la tua chiamata. Ho ripreso in mano la mia carriera con una parata su Mudingayi in un Fiorentina-Lazio, e non quel Fiorentina-Lazio che tutti ricordano".

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