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Franck e Mario, talenti super e scelte opposte

Sfida a distanza tra due talenti che hanno vissuto la carriera in modo opposto, mondi diversi che si incrociano in campo.

'Franck e Mario, talenti super e scelte opposte', titola La Nazione. Mario Balotelli è centravanti geniale e indisponente, potente e manchevole. Il suo essere calciatore “cattivo“ lo ha portato davvero dappertutto: Milano e Manchester, Marsiglia e Liverpool, generando una fama planetaria e un conto in banca a infiniti zeri.

Ma, sportivamente, è un modello da inseguire o il fallimento di un mondo di valori? Mario Balotelli è il giocatore più divisivo della A. Con lui non ci sono mezze misure: o lo si ama o lo si detesta. Di certo, per ciò che poteva essere e non è stato, a oggi è una scommessa non riscossa.

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SFIDA. Dicono che quest’estate Super Mario abbia sfiorato la maglia viola prima di approdare a Brescia. Da una parte c’è da rammaricarsi. Perché a Firenze Balotelli avrebbe avuto modo di frequentare un signore che è l’altra faccia del suo pianeta, ovvero Franck Ribery.

Mario e Franck, due calciatori di talento enorme sbocciato in entrambi in casi all’ombra di un’adolescenza complicata, ma sviluppato e gestito in maniera del tutto opposta. Con il primo che in campo ha sfiorato il pallone d’oro, l’altro che si è fatto d’oro per la mediaticità ottenuta quasi sempre ai margini del campo.

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La dimostrazione di quali vette può far raggiungere il talento se accompagnato dall’etica del sacrificio o in quale palude si può impantanarsi se ammaliati dal successo e dell’eccesso.

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