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Franchi: la strategia di Nardella non cambia. Ma il 'ritocchino' al Franchi non basta

Su la Repubblica si parla del futuro dell'attuale stadio della Fiorentina anche alla luce delle parole di ieri di Rocco Commisso

Il tema del Franchi resta attuale. Anche dopo le parole di ieri di Commisso. La Repubblica di stamattina torna a scrivere della posizione del Comune e dei prossimi passi del sindaco Nardella. Giusto pochi giorni fa in conferenza stampa il sindaco di Firenze aveva detto: "Andrò avanti a oltranza con soprintendenza, Parlamento, ministero, governo.

Ci sono vincoli assurdi, quello degli stadi italiani intoccabili è uno scandalo internazionale. Per la modifica legislativa sugli stadi servono due-tre mesi". In realtà i tempi sembrano ancora più veloci perché il decreto “semplificazione” arriverà in parlamento a luglio per l’esame delle due camere.

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E a quel punto sarà votato: "L’Italia ha molti stadi che necessitano di un adeguamento strutturale - spiega in una nota l’onorevole Rosa Maria Di Giorgi, membro della commissione Cultura e Sport della Camera - perché non più funzionali alle moderne esigenze di fruizione.

È un’occasione da non perdere". Quale tipo di norme conterrà il decreto “semplificazione”? Saranno sufficienti a permettere a Commisso di realizzare quanto vorrebbe sulla ristrutturazione del Franchi? Perché se il decreto che sarà votato consentirà un semplice ritocchino, ecco allora che la Fiorentina ci può fare ben poco.

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