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Franchi, cambio di 'poteri' in città. Ora si attende il progetto di Commisso

Lo storico scontro tra Fiorentina e soprintendenza, di fatto, svanisce. Ora tutto passerà dal Ministero: lo scettro decisionale passa in mano al governo

L’emendamento sblocca stadi aveva già fatto intuire che questa sarebbe stata la direzione. Ma adesso è arrivata la comunicazione ufficiale. Sarà il ministero dei Beni culturali a valutare la tutela del patrimonio artistico degli impianti sportivi.

Alla soprintendenza resta il compito solo di fornire informazioni storiche e un parere su quali parti del bene conservare. Lo scettro decisionale passa però in mano al governo, che avrà quindi l’ultima parola, scrive La Repubblica.

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CAMBIO DI POTERE. Per l’Artemio Franchi di Firenze rappresenta l’ultimo (o l’ennesimo) tassello. Sicuramente un cambiamento profondo negli scenari "di potere" dentro la città. Fino ad ora si è assistito a uno scontro tra la proprietà gigliata e gli uffici fiorentini di archeologia, belle arti e paesaggio.

Visioni profondamente diverse: da un lato la necessità d’investimento, dall’altra di conservare. Adesso si cambia. Nuove modalità in nome di un «adeguamento degli impianti agli standard internazionali di sicurezza, salute e incolumità pubbliche».

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La Fiorentina presenterà al Ministero il progetto di restyling.

SOPRINTENDENZA. Il governo busserà a quel punto alle porte della soprintendenza per chiedere tutta la documentazione necessaria: proprietà dell’immobile, antichità ed eventuali vincoli presenti.

Poi documentazione grafica, dati catastali, planimetrie, relazione sulle fasi costruttive. Gli uffici fiorentini dovranno consegnare entro 15 giorni tutto il materiale, corredato da una loro valutazione (con motivazione) sugli elementi strutturali e architettonici da mantenere « a fini testimoniali».

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Nel caso in cui gli uffici trovino elementi da salvaguardare (scale elicoidali e torre di maratona) dovranno anche dare una proposta su come conservarli. Il fascicolo arriverà a Roma, e il Ministero avrà 90 giorni per rispondere (prolungabili di altri 30 in caso mancasse qualche documento).

Passati questi tre mesi, se il Ministero non risponde, decade il vincolo di tutela artistica. L’ormai storico scontro tra Fiorentina e soprintendenza, di fatto, svanisce.

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