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Flachi: "Vlahovic attaccante raro. Sottil ha una dote incredibile"

Mercoledì è stato il compleanno dell'ex attaccante. A La Nazione ha parlato oggi anche dei giovani viola

L'8 aprile l'ex attaccante della Fiorentina Francesco Flachi ha spento 45 candeline. E in un'intervista a La Nazione racconta: "La Fiorentina mi ha fatto gli auguri inviandomi un bel video… Sono contento, mi ha fatto davvero molto piacere.

E fa piacere essere considerato un pezzetto della storia viola. Poi, voglio ringraziare anche tutti quei tifosi che mi hanno scritto, mandato messaggi. S’invecchia, è vero, ma nonostante questo sono ancora nel cuore della Fiorentina, anche della nuova Fiorentina, e della gente".

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Da attaccante a attaccante, giudichiamo il reparto viola. Un voto a Vlahovic? "Molto. È una prima punta atipica che sa attaccare bene gli spazi, va molto in verticale. Credo debba imparare a muoversi meglio in contro tempo davanti all’avversario.

Detto questo, Vlahovic secondo me ha una qualità unica da vero centravanti: è ‘cattivo’ sotto porta e questa ‘cattiveria’ negli attaccanti moderni è una rarità. È acerbo e può crescere molto giocando vicino a giocatori bravi".

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Il suo giudizio su Cutrone? "Ha bisogno di giocare, di darsi una continuità. La sua forza è la finalizzazione, e in questo ricorda davvero Inzaghi. Partecipa poco al gioco, ma può sfruttare al massimo la sua forza nelle verticalizzazioni, visto che è abilissimo nel prendere il tempo al difensore.

Ha bisogno di sentirsi responsabilizzato e poi segnerà molto". Il giovane Sottil le piace? "Tantissimo. È un esterno puro come se ne vedono pochi in giro. Si fa fatica a trovare uno come lui che possa giocare alla grande in quella posizione.

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Sottil è uno dei più forti nel saltare l’uomo e questa è una dote incredibile. Mi domando perché giochi così poco, anche se sicuramente è il modulo della Fiorentina a creargli qualche problema per ottenere una maglia da titolare.

Se deve fare tutta la fascia non rende, ma nella fase offensiva è davvero forte". E in arrivo c’è Kouamé… "È un giocatore da vedere in prospettiva. Ha qualità, senza dubbio. A Genova stava facendo molto bene prima dell’infortunio.

Sarà decisivo il suo inserimento nel nuovo gruppo e per questo credo sarebbe meglio aspettare a metterlo in campo con la nuova stagione e non adesso, nel caso il campionato riprendesse". A proposito, ora che i giorni della sua ‘brutta storia’ sono finiti, rivederci allo stadio sarà più facile?

"In teoria sì. In pratica… beh, faccio molto volentieri l’opinionista in tv e in radio e sul campo continuo ad andarci come istruttore. A Signa lavoro con i ragazzini, mi piace insegnare loro il calcio. Studio ovviamente da allenatore… Poi voglio insegnare a tutti soprattutto una cosa".

Che cosa? "Che il calcio è fatto di umiltà, sacrifici e momenti complicati. Voglio che loro crescano bene e che capiscano che se uno sbaglia e commette bischerate come me alla fine paga sempre. Io ho buttato via il 40 per cento della mia carriera per fare stupidaggini.

Ho sbagliato, ho pagato e vorrei tanto che nessuno ripeta i miei errori".

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