Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Firenze si divide: problema di giocatori o difficoltà del tecnico? Non preoccupa la classifica, ma l'involuzione di squadra

Qualcuno mette in dubbio Pioli, altri evidenziano i limiti di alcuni giocatori sopravvalutati e di una squadra costruita con delle mancanze.

La Fiorentina chiude la 10a giornata al quinto posto in Serie A, al pari di Milan, Roma, Samp e Sassuolo (sarà 6° posto dopo il recupero Milan-Genoa di mercoledì). Ma dopo il pari di Torino sono state diverse le critiche piovute sul gruppo di Pioli.

Un pari in trasferta in generale può non essere un risultato negativo, ma è il 'come' è arrivato l'1-1 con i granata ad aver acceso più di qualche campanello d'allarme. Non solo una squadra che continua a non vincere fuori casa (dove comunque ha giocato contro Napoli, Samp, Inter e Lazio, oltre al Toro), ma una formazione che pare in involuzione rispetto alle prime giornate.

sponsored

INVOLUZIONE. Nelle prime cinque giornate la Fiorentina aveva raccolto 10 punti, nelle ultime cinque ha invece totalizzato appena 5 punti. Un cambio di rotta abbastanza netto, e dove non arrivano i numeri ci sono le prestazioni sul campo ad evidenziare il regresso dei viola.

Da brillante e 'sbarazzina' ad una squadra prevedibile e Chiesa-dipendente, da una formazione 'verticale' e aggressiva a una più 'paurosa', con poche certezze specie nel reparto offensivo. Insomma, una squadra giovane che doveva essere ricca di potenzialità, con molte prospettive di crescita, si sta invece arenando, tornando anzi indietro rispetto ad alcune convinzioni che erano state trovate.

sponsored

E il fatto fa riflettere. IDEE E GIOCO. Qualcuno ha parlato di una condizione fisica che era più brillante nelle prime partite perché preparata nell'ottica dei preliminari di Europa League, ma più che il fiato e le gambe a questa squadra stanno mancando gioco e idee nella fase offensiva.

Spesso è solo e soltanto Chiesa, mentre gli altri stanno deludendo. Da punto di forza a problema, il tridente sta rallentando l'evoluzione della squadra, con un centrocampo che non dà adeguata qualità, fatto eccetto per Veretout.

sponsored

Il quale, in ogni caso, è limitato nel suo agire nel nuovo ruolo di mediano, che comunque interpreta spesso da migliore in campo. SINGOLI A RITMO RIDOTTO. La Fiorentina è in piena corsa europea e viene da un punto a Torino, la posizione in classifica rispecchia le aspettative di inizio stagione, ma negare i problemi della squadra sarebbe controproducente.

Pioli lo sa e studia qualche contromossa, ha provato a cambiare sabato tenendo fuori Gerson, Simeone e Pjaca, ma Eysseric e Mirallas, così come Edimilson, non hanno risposto adeguatamente. La domanda è quindi lecita: è un problema di giocatori, qualcuno evidentemente sopravvalutato in estate, oppure di un allenatore che non riesce a far esprimere il potenziale dei singoli, nel contesto di squadra?

Anche Firenze si interroga e si divide sull'argomento, ormai da qualche settimana. MERCATO DA RIVALUTARE. Sicuramente il mercato estivo è stato un po' rivalutato: Pjaca, inseguito a lungo e preso in prestito con riscatto/controriscatto, fin qui è lontanissimo parente del talento ammirato all'Europeo 2016; Gerson aveva stregato tutti in Brasile, ma sta faticando a trovare la sua dimensione da mezz'ala in Serie A; Mirallas ha fatto un paio di squilli, ma è ancora a secco di gol; Edimilson ha fisico e gamba ma anche un ritmo e una qualità da inquadrare in mezzo al campo.

Altri, da Norgaard a Ceccherini, fino ad Hancko e Vlahovic (dovrebbe essere il vice-Simeone: magari serve altro?) non hanno mai visto il campo o quasi. Alla fine, si salva solo Lafont, classe '99. LA MANO DI PIOLI. Sicuramente, al di là dei giocatori, ora sta a Pioli lavorare sul suo gruppo per farlo rendere al meglio.

Per superare una situazione non complicata ma comunque di decrescita. Rispetto ad un avvio sprint, ora la squadra fa più fatica ad esprimere i suoi concetti di gioco. E a volte pare non averli così chiari. Un gruppo plasmato in condivisione tra tecnico e società, pur nelle difficoltà di un 'mercato creativo' (come disse Andrea Della Valle) e con delle mancanze che tornano fuori.

Veretout tolto dal ruolo di mezz'ala per necessità, un vice-Simeone 'vero' che non c'è. Ma ora serve la mano nel tecnico con il materiale umano a disposizione, un gruppo che deve crescere nei singoli e nell'insieme di squadra.

Per ora non pare d'attualità un cambio di modulo 'radicale', ma solo qualche accorgimento tattico e d'interpretazione. Magari lo stesso Veretout più avanzato (sarà pronto Norgaard? O magari Edimilson o Dabo?), un Simeone più aiutato davanti, più possibilità di 'dialogo' tra i giocatori offensivi.

RISPOSTE. Sabato contro la Roma sarà una partita-verità. Nel 'fortino' Franchi arriva per la prima volta una big (le altre sfidate tutte in trasferta), non nella sua miglior condizione e con una gara fondamentale in Champions (a Mosca contro il CSKA) dietro l'angolo.

I viola hanno segnato appena 5 gol nelle ultime 5 partite, la crisi di gol di Simeone sta condizionando un po' tutti là davanti, insieme ad un 'malinconico' Pjaca e ad un Mirallas che non riesce a sbloccarsi. Manca anche quell'entusiasmo che aveva caratterizzato le prime prove stagionali.

Soprattutto al Franchi. I risultati aiutano, così come anche i gol. La Fiorentina deve tornare a divertirsi e a divertire.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento