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Fiorentina, riduzione stipendi: si tratta, ancora niente intesa con Pezzella e gli altri

Anche in casa viola si segue la linea della Lega di A per fronteggiare alle perdite della società. Ma ancora non c'è l'intesa con i giocatori.

Mentre i giocatori della Juventus hanno fatto sapere di essere disposti a rinunciare a quattro mensilità per far fronte alle perdite societarie, in casa Fiorentina si continua a trattare per trovare un’intesa che vada bene a tutti.

Il punto di vista della dirigenza (che si sta muovendo attraverso il dg Barone) è quello deliberato dalla Lega, che ha fatto intendere di non voler pagare tra le due e le quattro mensilità ai calciatori, a seconda che la serie A riprenda o meno.

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Una scelta netta che non ha incontrato i favori dell’AIC e che pure all’interno dello spogliatoio viola sta facendo discutere, scrive La Nazione. ANCORA NIENTE INTESA. Nessun tesserato è sul piede di guerra, il confronto sta procedendo in un clima di serenità.

Eppure l’intesa non è dietro l’angolo visto che oltre agli ingaggi dei top player (Ribery e Chiesa) ci sono calciatori con salari più bassi che non paiono intenzionati a rimetterci troppo. I presidenti ora tratteranno individualmente con i giocatori, che nel caso della Fiorentina hanno scelto come referente capitan Pezzella.

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DUE IPOTESI. Due sono le ipotesi al vaglio della società viola nel caso in cui la stagione non dovesse riprendere: taglio di una mensilità e spalmatura di altre tre sulla prossima annata o sottrazione di quattro in proporzione al salario mensile.

Sulla base dell’attuale monte ingaggi (di oltre 60 milioni e comprensivo di parco calciatori, gli staff di Montella e Iachini, più il settore giovanile e gli incentivi sui giocatori in prestito) con il taglio di due mesi i viola risparmierebbero 10 milioni, che diventerebbero 20 se la stagione fosse messa già ora in archivio (ipotesi però sempre più remota).

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"Abbiamo perso decine di milioni, quello che chiediamo ai nostri ragazzi è una cosa minima" - ha raccontato Rocco Commisso - per tutto il sistema calcio ora serve un sacrificio»

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