Fiorentina, problemi cronici in zona gol. Iachini, con la Lazio serve ben altro. Ribery si conferma l'arma in più per salvarsi
Le discutibili scelte di Iachini hanno in parte condizionato, ma il problema numero uno del pareggio col Brescia è la mancanza di cinismo sotto porta. Meno male che Ribery è quello che avevamo lasciato a novembre
Non possono essere positivi i giudizi sulla Fiorentina vista lunedì contro il Brescia. Anche se non è stata tutta una prestazione da buttare. Il risultato, un pareggio contro l'ultima in classifica, pesa tremendamente sulla valutazione finale.
Troppo soft l'approccio, male il gioco e l'atteggiamento per tutto il primo tempo, discutibili le scelte sui cambi di Iachini nella ripresa e sulla posizione di Chiesa nel primo tempo. Tante cose non hanno funzionato, anche se pare evidente che il problema più grande, contro un avversario modesto come le Rondinelle, sia stata la mancanza di killer instinct sotto porta.
SOLITO PROBLEMA GOL. Non va dimenticato che la Fiorentina ha creato eccome. Non è stata una squadra scialba per tutta la gara: dopo mezz'ora di nulla assoluto, i viola hanno cominciato a macinare palle gol e, soprattutto nel secondo tempo, sembrava che la rete potesse arrivare da un istante all'altro.
Indubbiamente ci si è messa anche la sfortuna, perché quando crei così tanto (15 tiri di cui 8 in porta, due gol annullati) difficilmente non porti a casa i tre punti. Tuttavia resta il fatto che la mancanza di giocatori dal gol facile resta un malanno cronico della Fiorentina 2019-2020.
I SINGOLI HANNO FATTO LA DIFFERENZA, NEL BENE E NEL MALE. Se Caceres al 70' non avesse perso la testa con un fallo inutile a centrocampo, forse alla fine gli sforzi dei viola per passare in vantaggio sarebbero stati premiati.
Anche perché Iachini non sarebbe stato costretto a un cambio discutibile (fuori Ghezzal entrato da 6 minuti per inserire Milenkovic), ma paradossalmente forse il meno errato della partita. IACHINI SOTTO ACCUSA. La conduzione della gara del tecnico gigliato è stata alquanto discutibile.
La squadra ha pagato il cattivo approccio, anche se c'è l'attenuante dei tre mesi di stop. Il suo discorso all'intervallo deve essere stato invece molto incisivo, perché i viola sono scesi in campo con uno spirito diverso. Alcune scelte tattiche, però, continuano a far discutere.
A cominciare proprio dai cambi. Giusto sostituire un Dalbert troppo nervoso e ammonito a fine primo tempo, ma inserire Lirola sulla fascia sinistra si è rivelato un clamoroso flop. Il terzino spagnolo si è trovato a disagio sulla fascia opposta rispetto a quella di competenza, risultando di fatto inesistente in fase propositiva se non per un contropiede molto interessante gettato alle ortiche.
Inoltre, il doppio cambio offensivo è arrivato solo nel recupero. Una doppia sostituzione pressoché inutile, quando peraltro da almeno 10 minuti un immenso Ribery aveva terminato la benzina nel serbatoio e anche Chiesa appariva stanchissimo.
Infine, se la scelta di Ceccherini fa storcere il naso ma va sentita l'opinione del tecnico (forse Milenkovic non è ancora in grande condizione fisica?), la posizione di Chiesa nel primo tempo si è rivelata una mossa sbagliata.
Troppo esterno, troppo fuori dalla manovra che si sviluppava sempre a sinistra, dove stazionavano Ribery e Castrovilli, ovvero i giocatori con maggior qualità. Nella seconda frazione, con un Chiesa lasciato più libero di accentrarsi, i viola hanno prodotto il loro miglior gioco, schiacciando il Brescia e producendo palle gol a raffica non sfruttate.
RIBERY PER LA SALVEZZA. Infine, una considerazione su Ribery. Nel momento in cui il francese si è tolto la ruggine di dosso causata dai sette mesi di stop, ovvero dopo i primi 20 minuti in cui appariva un po' spaesato, la Fiorentina ha cominciato a mostrarsi pericolosa dalle parti di Joronen.
La sua crescita nella partita è coincisa con quella di Castrovilli prima e di Chiesa e Vlahovic poi. È innegabile che la presenza in campo del fuoriclasse ex Bayern migliori anche il rendimento dei compagni, soprattutto quelli più tecnici che si trovano a meraviglia a duettare con Franck.
Unica pecca: Ribery non è un goleador ma un rifinitore, si è visto in un paio di occasioni anche coi bresciani. E purtroppo milita in una squadra in cui mancano giocatori da doppia cifra in stagione. Comunque sia, la Fiorentina vista col Brescia, quella che pareggia una partita da vincere a ogni costo, ha nel ritorno di Ribery la sua miglior garanzia verso una salvezza che comunque resta ancora tutta da conquistare.
Anche in vista di un prossimo turno proibitivo. VERSO LA LAZIO. Sabato sera, infatti, i viola faranno visita a una Lazio in lotta per lo Scudetto. La Fiorentina si appresta a giocare all'Olimpico senza Chiesa e Caceres (quest'ultimo mancherà anche col Sassuolo).
Per Iachini, dunque, diversi grattacapi dopo una sola partita in cui aveva sperimentato un sistema di gioco differente. Venendo a mancare due pedine fondamentali e trovandosi di fronte un avversario ben più pericoloso delle Rondinelle, è possibile che il tecnico gigliato opti per un ritorno al classico 3-5-2, anche se bisognerà capire la tenuta di Ribery.
Può il francese giocare dall'inizio due partite in cinque giorni dopo 7 mesi di assenza? In caso di risposta positiva, sarebbe lui l'indiziato per giocare accanto a Vlahovic (che resta in vantaggio su Cutrone). Per il resto, tutto da scoprire se e in quale misura Iachini adotterà il turnover: la situazione attuale è nuova per tutti, solo il tecnico gigliato può misurare la capacità di recupero dei suoi uomini.
La sfida coi biancocelesti di Inzaghi appare come un Everest. La non vittoria col Brescia, tuttavia, spingerà ancor di più la Fiorentina a tentare l'impresa. Anche portare a casa un punto dall'Olimpico sarebbe un risultato positivo.
Tuttavia, è chiaro che servirà una Fiorentina ben diversa da quella vista lunedì. Vietato sbagliare l'approccio, stavolta. Le occasioni da gol saranno presumibilmente ben più limitate e la Fiorentina avrà bisogno di essere tremendamente più concreta.



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