Fiorentina, ora la classifica è pericolosa. 2 mesi, 6 partite, tanti scontri salvezza per scacciare le paure. Stadio, addio all'ipotesi Mercafir?
Da qui a fine marzo i viola affronteranno sei partite decisive per cercare di chiamarsi fuori dalla lotta salvezza. Stadio: ipotesi Mercafir vicina al tramonto, ma ci sono alternative?
La Fiorentina non è uscita affatto bene dal trittico di big match tra Coppa Italia e Serie A contro Inter, Juventus e Atalanta. Tre sconfitte che interrompono bruscamente il trend che vedeva i viola fare spesso risultato con le squadre al vertice.
Tre sconfitte che sulla carta ci possono stare, ma rimettono i viola in una posizione di classifica pericolosa a 15 giornate dal termine del campionato. Ci si augura che la tripla sberla funga da sveglia agli uomini di Iachini, che non possono più permettersi periodi di depressione e pavidità.
Da adesso in poi la Fiorentina dovrà spesso confrontarsi in sfide salvezza dall'importanza maiuscola, nelle quali occorrerà mostrare tanta intensità e zero paura per spuntarla. RANIERI VS IACHINI. A cominciare dalla sfida contro la Sampdoria.
A Marassi si preannuncia un incontro bruttino, dato che si fronteggiano due squadre nei bassifondi della classifica guidate da due tecnici, Ranieri e Iachini, che badano più al sodo che al bel gioco. I blucerchiati sono lontani parenti della squadra impaurita incrociata dai viola all'andata e per questo estremamente pericolosi, anche perché il Ferraris è storicamente uno dei campi più indigesti per quelli col giglio sul petto.
IL LUNGO CICLO. Dopo la Samp, al Franchi si giocherà un'altra sfida di cartello: quella col Milan dell'ex Stefano Pioli; poi altro scontro salvezza in casa dell'Udinese per chiudere febbraio. A marzo, quando i viola sperano di poter contare a pieno regime su Ribery, altra sfida calda in casa col Brescia, seguirà la mission (quasi) impossible con la Lazio all'Olimpico e infine il Sassuolo in casa venerdì 20 marzo, ultimo match prima della sosta per le Nazionali.
O LA VA O LA SPACCA. Unciclo di partite fondamentale, che dirà se la Fiorentina può tirarsi fuori dalla lotta salvezza a marzo oppure dovrà battagliare fino al termine della stagione per non restare nei bassifondi. Chiaro che se i viola a fine marzo si trovassero in una posizione di classifica uguale o peggiore di quella attuale, il rischio retrocessione si farebbe davvero concreto.
Tuttavia, la Fiorentina targata Iachini fin qui non ha mai strabiliato ma nemmeno sconcertato −tranne forse con la Spal, quando comunque sono arrivati i tre punti−. Con l'organico a disposizione, i rientri dei vari infortunati ed uno stile di gioco umile ma volto alla praticità, i viola hanno tutte le carte in regola per allungare la forbice che li separa dalla zona calda.
A patto che la paura non ricominci ad annebbiare la mente dei calciatori, non smetteremo mai di ripeterlo. STADIO, MERCAFIR ADDIO? Infine, la questione stadio. Il comunicato apparso ieri sul sito ufficiale gigliato non lascia presagire niente di buono sulla possibilità che la Fiorentina voglia ancora intraprendere il percorso che porta alla Mercafir per costruire il proprio nuovo stadio.
Troppo elevato, secondo Commisso, il prezzo complessivo dell'operazione (definito 'proibitivo'), troppo lunghe le tempistiche, già sforate rispetto a quei quattro anni fissati da società e comune soltanto a settembre. Troppa, soprattutto, l'incertezza che regna su un area ancora da sgombrare; incertezza riassunta in un'espressione usata nello stesso comunicato: "rischi potenzialmente illimitati".
Tutto ciò che il patron gigliato voleva scongiurare. La Fiorentina non ha voluto sbilanciarsi del tutto, ma esprimendo tutto il proprio pessimismo sulla fattibilità dell'operazione potrebbe indirettamente aver sancito la fine del progetto nuovo stadio alla Mercafir.
Di certo Commisso non si arrenderà e cercherà di trovare un'altra area per costruire lo stadio, ma sarà tutt'altro che una passeggiata. Il restyling del Franchi pare una chimera, vista l'impossibilità di demolire le curve e le difficoltà nel creare a Campo di Marte una cittadella commerciale nei modi desiderati dal magnate americano.
Dunque, tra le tante opzioni al vaglio, resta quella più temuta: "non costruire un nuovo stadio".

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