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Fiorentina: Gori-Vlahovic-Meli i predestinati

Corvino punta molto su questi tre giocatori, con tutta probabilità Pioli darà una possibilità al serbo. Per gli altri due esperienza in Serie B o C.

Bravini, a volte bravi, ancora non abbastanza per giocarsela in Serie A? Come riporta il Qs-La Nazione, chissà come la pensano i (possibili) talenti che schizzeranno altrove in prestito, perché un anno con la prima squadra può essere stimolante per imparare, ma se lo spirito non è quello giusto l’effetto di un campionato in panchina rischia di smontare qualsiasi libidine.

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E allora Gori - il centravanti che molto ha segnato con la Primavera e altrettanto promette per qualità e impostazione mentale - partirà per Foggia,Serie B, roba da grandi. Da giganti, considerati i 15 punti di penalizzazione e il clima molto pulp della serie cadetta, dove volano randellate piuttosto che carezze: un modo per farsi le ossa, o magari imparare a conservarle.

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Certo si diventa grandi più in fretta potendosela giocare subito fra i professionisti. UNA SCELTA inevitabile soprattutto se capisci che non c’è spazio per diventare il vice-Simeone: lì dietro c’è il serbo Dusan Vlahovic, un metro e novanta, classe 2000, quindi un anno più giovane di Gori, che presentandosi ha dichiarato di ispirarsi a Zlatan.

Chi? Ibrahimovic. Non manca l’autostima al ragazzo, sul quale il connazionale Milenkovic si è esposto ben sapendo che la frase resterà rintracciabile: ‘Vlahovic diventerà uno dei cinque attaccanti più forti al mondo’. Corvino si accontenterebbe anche di meno, resta il fatto che insieme a Pioli ha deciso che non ci sono dubbi, Vlahovic merita la chance di giocarsela subito.

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Gori ha capito l’antifona e, considerate lo offerte fra Serie B e C, ha scelto la prima soluzione: ora tocca a lui, alle spalle c’è una famiglia solida e il calcio non è esattamente l’unico modo per cavarsela bene nella vita.

CON LUI se ne andrà anche Ranieri, probabile il prestito per Sottil, che in questo momento è funzionale perché non abbondano gli esterni di attacco nel gruppo viola. Resterà ancora viola Marco Meli, che lo scorso anno era stato definito da Pioli ‘la più bella sorpresa del ritiro’ prima di incrociare una serie imprevista di infortuni.

E’ un classe 2000, sarà il punto di riferimento della Primavera che cercherà di puntare allo scudetto dopo aver perso un’altra finale contro l’Inter. Stupiscono nel frattempo per raffinatezza i colpi di un altro 2000, Tofol Montiel, che Corvino ha strappato al Maiorca pagando una clausola rescissoria che - scrivono in Spagna - si avvicina ai 2 milioni.

L’ESILINO Montiel rapisce per il tocco super, ma inquieta quando viene avvicinato nei contrasti, perché si teme finisca in orbita. Per lui potenziamento e intensità, magari a metà squadra fra la prima squadra e la Primavera.

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