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Fiorentina, frenata nella notte più pazza

Come riporta il Corriere Fiorentino, dal sogno all’incubo, l’imbattibilità viola si stoppa proprio nel momento in cui le magie di Veretout parevano spingere Pioli verso l’Europa. E invece nonostante la mitica tripletta del Nainggolan viola, la Lazio si prende la vittoria sfruttando le amnesie della difesa e la serata no dei due portieri della Fiorentina.

Raccontare la notte del Franchi è roba dura.

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Sette gol, espulsi, rimonte e papere: in questa pazza, sfortunata notte è successo di tutto. Con la Fiorentina scossa subito dal rosso a Sportiello, ma poi lanciata in paradiso da Veretout e infine riportata sulla terra.

Protagonista indiscusso l’arbitro Damato di Barletta: due cartellini rossi (più quello a Inzaghi per proteste) in meno di un quarto d’ora sono roba da Guinness dei Primati, in più il continuo ricorso al Var e la gestione dei cartellini, sono sintomi di incertezza e nervosismo.

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In tutta onestà, anche l’espulsione diretta di Murgia è parsa eccessiva: sembra che sia Chiesa a tagliare la strada all’avversario. Non solo errori, comunque. Perché le due perle su punizione di Veretout e Luis Alberto valgono il prezzo del biglietto e perché le accelerazioni di Chiesa e il calcio palleggiato dell’attacco laziale scaldano i cuori 25mila del Franchi.

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Il coro “insensibile” a proposito stavolta non è bastato: nell’azione del fallo di mano fuori area di Sportiello, Damato, su consiglio del Var, sventola il rosso all’improvvido portiere viola.

Dopo l’inizio choc e i due gol di Veretout, la Fiorentina sogna a occhi aperti: Pioli (tolto Eysseric) si mette 4-4-1, con Gil Dias che fa il terzino.

Il baricentro però si abbassa troppo, Milenkovic salva un gol fatto, Inzaghi chiede un rigore per un mani di Biraghi e poi la sua Lazio segna due volte nel giro di 6 minuti, sfruttando una mega papera di Drago su colpo di testa di Caceres.

Due a due e tutto da rifare. Il peggio però deve ancora venire, perché all’inizio della ripresa riecco Veretout, il guerriero bretone cresciuto a fianco di Pogba nella baby Nazionale di Francia: è ancora lui infatti a sradicar palla dal centrocampo laziale e a battere Strakosha.

Tripletta fantastica e pollice in bocca. Sembrava l’inizio di una favola e invece la nuova rimonta è in agguato.

Damato nel frattempo cancella un gol di Simeone e un rigore fischiato su Immobile (serve il Var per vedere il fuorigioco del cannoniere del campionato), ma ormai il centrocampo viola è spompo e la difesa fa acqua da tutte le parti.

Anderson pareggia con un gran tiro dal limite, poi Luis Alberto beffa Hugo e piazza il 3-4. Dopo oltre due mesi super (l’ultima sconfitta era del 9 febbraio con la Juve), la Fiorentina chiude la sua striscia da imbattibile. La strada per l’Europa si complica (l’Atalanta adesso è settima), ma gli applausi della Fiesole dicono che la Fiorentina ci proverà fino in fondo.

Anche se dimenticare l’amarezza e recuperare energie in un paio di giorni (sabato c’è il Sassuolo), non sarà per niente facile.

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