Fiorentina 2018-19, il pagellone della difesa: quasi sufficiente Lafont, Pezzella si salva
I giudizi e i voti alla stagione della Fiorentina, una delle più brutte degli ultimi anni
Si conclude una delle peggiori annate della storia viola con la salvezza ottenuta all’ultima giornata con pochissimi sorrisi e tantissimo spavento. Questi i voti dei singoli di LaViola.it nel consueto pagellone di fine stagione.
Si parte dalla difesa:
LAFONT, Voto: 5.5 i punti deboli con cui aveva iniziato la stagione se li è portati fino al termine. Su uscite e respinte non è mai apparso sicuro. Anzi. E non è neanche andato in crescendo su questi aspetti.
Nel complesso spesso sufficiente, solo in 3-4 gare disastroso, ma neanche troppe volte decisivo in positivo. Molto male con l'Atalanta in Coppa Italia. Male anche in altre circostanze come col Sassuolo all’andata. Chissà se in prospettiva diventerà o meno un grande portiere.
Ma al termine della sua prima stagione italiana l’esperimento di Corvino su di lui non è stato né totalmente riuscito né del tutto fallito. Semplicemente rimandato a settembre. Anche perché nel frattempo Dragowski ha fatto salti in avanti enormi.
E valutazioni dovranno essere fatte anche su di lui.
TERRACCIANO, Voto: S.V. Poche le due presenze accumulate in maglia viola per esprimere giudizi.
MILENKOVIC, Voto: 5.5 Dopo l'ottimo impatto dello scorso anno e il buon mondiale disputato in estate c'erano ottime premesse.
Abbastanza bene all'inizio della sua nuova avventura da terzino destro, molto in affanno nel momento in cui è stato riportato nella casella di centrale. Amnesie diverse, e anche inattese. Come quella su Farias a Empoli. Costanza questa sconosciuta.
Il gol al Chievo con quel missile da fuori area e il gol alla Juventus preziosi ricordi di una stagione con alti e bassi.
HUGO, Voto: 5 Male a tratti, molto male in altri, ma nel complesso non tutto da buttare. Gli errori sulla scelta del tempo delle chiusure e sugli anticipi sono stati costanti.
Come a San Siro contro l'Inter, o il disastro in marcatura su Ilicic in Coppa Italia. Il polpastrello di Hugo, proprio in quella serata di Milano, ha fatto scuola. Ma non certo per colpa sua.
LAURINI, Voto: 5.5 Un calciatore di Serie A dovrebbe avere una tenuta fisica da Serie A.
Invece, l’ex Empoli, per ogni partita che gioca ne ha bisogno di una per ritrovare la condizione. Disastri veri e propri non ne ha fatti, confermandosi una buona alternativa, ma non certo all’altezza di una Fiorentina che sulla carta doveva lottare per l’Europa.
PEZZELLA, Voto: 6 Cuore di capitano.
Nonostante diversi passaggi a vuoto e periodi piuttosto complicati non ha gettato mai la spugna. Se negli occhi di molti c'è ancora quella chiusura leggera su Ciofani col Frosinone, gara che fece precipitare il rapporto Pioli-società con i famosi comunicati, c'è anche da ricordare che pur di dare il suo apporto dopo l'infortunio ha affrettato i tempi di recupero per la causa viola.
Uno dei pochi nel complesso sufficiente. Con tuttavia un piccolo passo indietro rispetto alle attese e al passato. Da ricordare l’assist con avanzata palla al piede a testa alta contro il Sassuolo a Reggio Emilia che rianimò una Fiorentina al tappeto, così come il gol allo scadere contro la Sampdoria che valse il pari.
BIRAGHI, Voto: 5 Media tra una prima parte di stagione molto buona, con anche il gol in nazionale alla Polonia in Nations League come picco più alto, ed una seconda parte decisamente da dimenticare.
Con quel mancino ha centrato più difensori avversari che messo insieme assist. Per non parlare di una spinta offensiva decisamente e progressivamente calata rispetto ai suoi standard e con i costanti e noti limiti in fase difensiva.
Ha chiuso la stagione con 1 gol, su punizione contro l’Atalanta, e 4 assist.
HANCKO, Voto: S.V. In molti avrebbero voluto vederlo giocare di più, soprattutto quando Biraghi è andato in difficoltà nel girone di ritorno. Qualche sprazzo di qualità lo ha fatto vedere, come contro la Spal al Franchi o col Chievo a Verona.
Che sia ancora acerbo, tuttavia, lo si è visto in altre circostanze, come a Torino contro la Juventus. Troppo pochi, tuttavia, i 281 minuti giocati per ricevere un giudizio.
CECCHERINI, Voto: 5.5 Non era andato male quando chiamato in causa.
Con l'arrivo di Montella sembrava anche aver scalato le gerarchie. Salvo poi incappare in quel fallo ingenuo sul Papu Gomez a Bergamo che causò il rigore del pari in semifinale di Coppa Italia col quale ha macchiato la propria stagione.
Buona alternativa, quasi sufficiente.


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