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Finalmente Duncan. Nuova collocazione tattica ok, dinamismo, un palo, e quasi 100 palle toccate

Buona la prova dell’ex Sassuolo contro il Cagliari. Nella mediana a due è più dentro al gioco toccando quasi 100 palloni. E sfiora pure il gol

Che Alfred Duncan non potesse essere quello che non struscia il pallone, fuori dal gioco, e confuso tatticamente come col Brescia o in altre precedenti gare era lecito immaginarselo. Che soffrisse la collocazione in un centrocampo a tre e che rendesse meglio in una mediana a due, adesso, è quasi una prova.

Di solito, per farne una, di indizi ce ne vogliono tre. Il primo si è avuto nella gara con la Samp, a Marassi, dopo l’espulsione di Badelj. Il secondo, ieri contro il Cagliari. FINALMENTE. Niente di trascendentale. Sia chiaro.

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Ma tutt’altro rendimento rispetto alle prove apatiche e trasparenti fornite dall’ex Sassuolo nelle precedenti gare della Fiorentina. Tanto che in diversi avevano già bocciato il suo acquisto. Anche per la sua onerosità visto che è stato pagato 15 milioni.

Finalmente, invece, si è visto un Duncan su buoni livelli. Nel centrocampo a due, con la brutta prestazione di Badelj, quasi tutti i palloni in fase di ripartenza passavano dai suoi piedi. È infatti stato il calciatore che ha toccato il maggior numeri di palloni in assoluto della gara col Cagliari, quello che ha effettuato con successo il maggior numero di passaggi, con una percentuale altissima.

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QUASI GOL E ASSIST. Con l’assist per Cutrone, nella gara contro il Sassuolo, è salito a quota 6 assist stagionali. Neanche Pulgar, con le sue pennellate da calcio d’angolo o da fermo, è riuscito a raggiungere tale quota. 5 li aveva messi a referto col Sassuolo in metà stagione, dato che poteva lasciar intendere che con i piedi, Alfred Duncan, qualcosa dovesse pur saper fare.

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E solamente per una questione di centimetri non è riuscito a trovare il gol, contro il Cagliari. Quel palo interno grida ancora vendetta. Il tutto unito a tanta corsa, con gli oltre 10 km percorsi contro i sardi. Qualità e dinamismo, insomma, che lasciano ben sperare anche in ottica futura.

O che quantomeno allontanano bocciature premature. PER IL FUTURO. Con l’innesto per l’anno prossimo di Amrabat, una mediana a due con lo stesso ex Sassuolo e il centrocampista dell’Hellas, non è un’idea da buttare, avanzando magari Castrovilli sulla trequarti in un 4-2-3-1.

Badelj andrà via, Pulgar è in bilico, così come Benassi. Servirà un innesto importante in mezzo al campo, magari con spiccate doti di costruzione di gioco. Ma Duncan c’è. E nelle rotazioni del centrocampo, tra averlo e non averlo un calciatore così, ce ne passa.

Soprattutto se si esprime come contro il Cagliari.

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