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Fienga, Roma: "Non facilitare un nuovo stadio di proprietà taglia le gambe ai club"

Il ceo della Roma ha parlato del tema stadio riprendendo quanto ha più volte detto anche Commisso

Il ceo della Roma, Guido Fienga, ha parlato a SportLab del Corriere dello Sport. Tra i tanti temi anche lo stadio di proprietà. Fienga ha ripreso temi cari anche a Rocco Commisso: "Non facilitare la costruzione di un impianto di proprietà significa tagliare le gambe a un club sulle possibilità di sviluppo.

Non dobbiamo sorprenderci se dopo 10 anni una squadra che ambisce a essere nel primo gruppo poi si trovi nel secondo o nel terzo, perde la percezione del suo brand. Su un piano europeo, l’agibilità e la qualità degli stadi è uno dei fattori chiave per far parte di queste competizioni.

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Lo stadio non è un vezzo che un club deve avere. È ovvio che la costruzione di uno stadio fattibile e sostenibile deve rispondere a una serie di requisiti. La Roma dispone di uno stadio 2 giorni ogni 15 e non siamo in grado di aprire alcun business collaterale (food & bavarage o museo) e attivare tutto ciò che altre squadre che noi abbiamo l’ambizione di raggiungere, Barcellona e Tottenham, e con cui vogliamo competere, possono fare e su cui sviluppano quote di fatturato altissime, il 30%.

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Per noi questo è 0 e resterà tale finché non avremo uno stadio di proprietà. Quanto possiamo sostenere che questo elemento sia zero, senza perdere l'ultimo treno per competere con queste squadre è veramente il senso di angoscia che noi manager ci portiamo dentro".

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