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Fiducia a Iachini, ma Udinese decisiva. La società difende il tecnico gigliato, ma la squadra farà lo stesso?

Commisso ribadisce fiducia al tecnico gigliato, ma è una fiducia condizionata ai risultati. Coi bianconeri si vedrà se Iachini ha ancora in mano la squadra

Alla fine nulla di fatto, per ora. La giornata di ieri ci ha raccontato di un incontro all'hotel dove risiede Commisso tra il patron gigliato, il dg Barone, il ds Pradè e Beppe Iachini. Il silenzio della proprietà dopo la sfida con lo Spezia e le voci delle ultime ore sembravano andare verso l'esonero immediato del tecnico marchigiano.

Rocco ha invece ribadito la fiducia verso Beppe, che ha regolarmente diretto l'allenamento pomeridiano dopo aver parlato alla squadra. Piena fiducia a Iachini, dunque? A parole sì, ma nei fatti le cose stanno diversamente. Solo il fatto che Commisso abbia voluto un incontro col tecnico gigliato dopo le brutte prestazioni contro Sampdoria e Spezia dimostra che la sua posizione sulla panchina viola non sia così salda.

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Più di un'ora di colloquio in cui di certo la dirigenza non si è complimentata con Iachini per ciò che si è visto nelle ultime sfide. Chiaro che il messaggio della proprietà si estende anche alla squadra e non solo all'allenatore.

Ma se nell'immediato dovesse saltare una testa, come sempre, non sarà certo quella di uno o più calciatori, bensì quella del tecnico. Lo stesso Commisso non si azzarda a parlare di ultimatum a Iachini contro l'Udinese, ma nemmeno smentisce categoricamente.

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Questo perché "i risultati contano", e allora la sfida con i friulani sa proprio di momento decisivo per il futuro di Beppe sulla panchina della Fiorentina. Dunque, i risultati possono salvare Iachini. Se la Fiorentina, come da pronostico, dovesse uscire vincitrice contro l'Udinese, il tecnico verrà riconfermato.

Se invece la vittoria non dovesse arrivare, oppure arrivasse con una prestazione indecente, stavolta la società potrebbe pensare seriamente all'esonero. A patto di avere realmente in mano il suo sostituto e che tale sostituto non sia un semplice traghettatore (il nome di Sarri affascina e non poco la piazza fiorentina).

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Se si cambierà, dovrà arrivare un allenatore con un curriculum migliore di quello di Iachini, questo è evidente. Una sfida, quella contro l'Udinese, alla portata dei viola, ma le ultime due partite insegnano che oggi è difficile scommettere sulla vittoria di Pezzella e compagni, a prescindere dall'avversario.

La questione è abbastanza semplice: la società ha ribadito la fiducia a Iachini, ma i calciatori hanno ancora fiducia nel tecnico? Se così fosse, se il gruppo fosse compatto al fianco del suo comandante, allora è quasi inevitabile che in campo domenica alle 18 si vedrà una reazione.

La paura di perdere il proprio mister dovrebbe portare i giocatori a dare il massimo contro i bianconeri, per favorire la sua riconferma e lanciare un segnale di fiducia. E se invece non fosse così? Se il gruppo non si sentisse più legato a Iachini, cosa succederebbe?

Non sarebbe certo la prima volta che una squadra fa in modo che il proprio allenatore venga esonerato, collezionando prestazioni scialbe che portano la società all'inevitabile decisione. Ecco che la sfida contro l'Udinese assume questo connotato.

Sarà molto interessante osservare l'atteggiamento in campo dei giocatori e valutarne la prestazione e l'impegno individuale e collettivo. Questo perché nella condizione attuale non ci si chiede soltanto se Iachini sia un allenatore adatto ad allenare una squadra come la Fiorentina.

La domanda del momento, lo ribadiamo, resta questa: Iachini ha ancora in mano la squadra?

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