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Festa rovinata. Da Montella a Iachini: ora la squadra segue l'allenatore. C'è empatia

Beppe e Commisso stavano assaporando la vittoria, ma le ingenuità nel finale costano caro. I primi segnali del nuovo tecnico...

La cura Iachini è un pareggio (1-1) e tanta rabbia. «Abbiamo perso due punti», dice il tecnico. Già, a Bologna ancora una volta la Fiorentina ha fatto i conti con se stessa e con le sue debolezze. Anzi, con le sue ingenuità. Orsolini ha messo dentro una punizione spettacolare, complimenti a lui, ma quel fallo a partita finita si doveva evitare.

«Non dovevamo concedere quel calcio piazzato», ammette ancora Iachini. In quei minuti finali il tecnico era una furia. Lo hanno ripreso mentre era dentro al campo. Ingenuità. Quelle che non hanno permesso alla Fiorentina di chiudere la partita (Dalbert ha buttato via una bella occasione) e che hanno concesso alla squadra di Mihajlovic una possibilità per rimettere in equilibrio la gara.

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Così scrive La Repubblica.

POCHI RISCHI. E dire che fino a lì (il gol di Orsolini è arrivato al 94’) la squadra viola aveva fatto la sua partita. Dopo la rete di Benassi ( 27’) e la paratona di Skorupski su Chiesa, la Fiorentina era riuscita a non rischiare niente.

Un paio di tentennamenti su calci piazzati, ma niente di più. Iachini in questi giorni ha lavorato soprattutto per dare sicurezza alla squadra. E per allentare le responsabilità. A cominciare da portiere. Quindi niente passaggi corti e ripartenze basse, ma il vecchio rinvione fino a centrocampo per evitare la pressione degli attaccanti avversari.

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Lo stesso Iachini ha fatto dall’altra parte. Niente pressione dei suoi attaccanti sulle ripartenze basse del Bologna. Il risultato è stato una Fiorentina cortissima, e molto compatta. Poco spazio tra i reparti, nessun azzardo.

ORGANIZZAZIONE. A Bologna abbiamo ritrovato una Fiorentina ben organizzata, attenta in difesa, che non si è mai aperta e non si è fatta infilare dalle ripartenze. Una Fiorentina prudente, che però avrebbe dovuto sfruttare di più la velocità di alcuni giocatori. Chiesa ha corso tanto, ed è andato ovunque.

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Castrovilli ha provato qualche inserimento. Benassi ha cercato di dare profondità. Ma tutto sommato ai viola è mancata proprio la capacità di uscire in fase di possesso palla. C’è da migliorare l’organizzazione di gioco, ma è normale che sia così.

In una settimana di lavoro Iachini non poteva pensare di cambiare tutto.

DA MONTELLA A IACHINI. Due cose sono evidenti nel passaggio tra Montella e Beppe. La prima: ora la Fiorentina segue il suo allenatore. Si capisce che c’è più empatia.

Chiesa è l’esempio più evidente, ma non c’è solo lui. La seconda: la Fiorentina non ha più cali di tensione. O, almeno, non ne ha avuti a Bologna. Iachini per il momento ha confermato il 3-5-2, che diventa un 5-3-2 in fase difensiva.

A centrocampo ha risolto il dubbio Pulgar-Badelj. Sono due giocatori tatticamente identici, per cui sono uno l’alternativa dell’altro. Dentro Benassi: un po’ di spinta e qualche gol in più. Davanti Iachini deve capire che cosa fare con Pedro, se tenerlo e dargli un po’ di spazio, oppure se mandarlo via.

Intanto ieri a Bologna ha avuto la conferma che Boateng ormai è poco utile alla causa.

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