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Femminile, Ferrari: «Pinones Arce e Mazzoncini hanno rinnovato i loro contratti per altri due anni»

Le dichiarazioni del ds gigliato nella conferenza di fine stagione: «Un po' di rammarico per qualche punto perso»

Alla conferenza stampa di fine stagione della Fiorentina Femminile prende la parola anche il dg del club gigliato Alessandro Ferrari: «Abbiamo deciso di fare questa conferenza stampa perché c'è bisogno di tutti per portare avanti un sistema (quello del calcio femminile, ndr) che in Italia continua ad avere grandi difficoltà, che è a carico esclusivamente delle società come la nostra, dove la famiglia Commisso ha da sempre spostato l'idea di promuovere il calcio femminile».

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RINNOVI. «La stagione è stata significativa, anche considerando il cambio di mister a inizio stagione. Abbiamo preso una persona con esperienza internazionale. Ha portato idee e identità da un punto di vista di gioco e di gruppo. Ci ha dato una enorme mano anche nel coinvolgimento del settore giovanile, facendo crescere ragazze che sono arrivate in prima squadra. Questo è quello che vogliamo dal settore delle donne. Ed è quello che cercavamo quando Simone (il ds Mazzoncini, ndr) mi ha presentato l'opportunità di Pablo (Pinones Arce, ndr). Approfitto per annunciare che entrambi hanno siglato con noi un rinnovo di contratto per altri due anni. Questo perché pensiamo abbiamo messo un mattoncino importante per la nostra visione del nostro settore femminile».

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BILANCIO. «Purtroppo siamo arrivati quarti, a un passo dalla Champions. Con qualche rammarico per qualche punto perso. Può essere un ottimo punto di partenza per il prossimo anno. Per avere la giusta mentalità e il giusto approccio durante tutta la stagione senza cali e mancanze di attenzione».

PROGRESSI DEL SISTEMA CALCIO FEMMINILE. «Oggi in Italia conta pochissimo ed è aiutato pochissimo. È in mano soltanto a proprietà e società che hanno più che altro piacere, non bisogno o imposizione. Una mano concreta a questo sistema per crescere non è stata data. Ho partecipato a un po' di riunioni: ci sono sempre ottimi intenti ma nella pratica non succede nulla. Non è successo nulla né per le infrastrutture né per gli aiuti alle società né per il lavoro nel mondo delle scuole. La differenza con il resto del calcio europeo è ampia. Anche nei media viene dato poco spazio al calcio femminile».

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OBBLIGO DI PRIMA SQUADRA PER I CLUB. «Potrebbe essere una strada da percorrere. Come provocatoriamente si potrebbe percorrere quella contraria, uscendo tutti quanti tenendo il settore giovanile e basta. Poi vediamo se qualcuno ci dà una mano o no quando poi si parla di nazionali. Il rischio è che ogni società pensi a sé stessa, bisognerebbe invece trovare una linea comune. Oggi ci sono tre società in Serie A che non hanno club di appartenenza: Ternana, Como e Napoli. Fanno dei sacrifici importanti».

LATO ECONOMICO. «Questa stagione gli introiti arrivati tra diritti tv, biglietteria, sponsor e contributi statali non hanno superato il milione. Come costi siamo circa sui 6 milioni. E la cifra sale di anno in anno».

FUTURO DEL CALCIO FEMMINILE. «Penso alle scuole. Bisognerebbe cercar di capire come coinvolgere il calcio femminile nel mondo scolastico. L'altro problema, noto a tutti, è quello delle infrastrutture. Vi assicuro che in certe situazioni trovi campi, spogliatoi o tribune molto in difficoltà. Un po' si è migliorati, ma veramente poco. Questo non facilita le persone a venire a passarsi un'ora e mezzo di sport. Però il punto da cui cominciare sono i giovani».


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