Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Fatal Di Carmine, Fiorentina travolta. E su Montella piovono fischi

Squadra fragile, surclassata sul piano del ritmo. Tante assenze, ma nessuna reazione dopo Cagliari. E i tifosi fischiano l'allenatore.

Sotto il diluvio di Verona, inchiodata al proprio destino da un cielo già cupo e notturno alle tre del pomeriggio, la Fiorentina viene travolta dal fiume in piena dell’Hellas, con la stessa arrendevolezza della barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia nell’incipit del romanzo «It» di Stephen King.

sponsored

Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio. Terrore viola, certo che sì. Terrore per una squadra fragile, con poche idee, appesa ad un solo giocatore di livello, Ribery, zavorrata di assenze pesanti. Castrovilli e Pulgar squalificati, Pezzella che viene messo ko da una gomitata di Di Carmine (frattura allo zigomo, 20 giorni fuori) dopo appena quattro minuti e infine l’acciaccato Chiesa lasciato in panchina per tutta la partita, pronto a scaldarsi per venti minuti nella ripresa ma non a scendere in campo, non se l’è sentita, così dicono.

sponsored

FISCHI. Quando cala il sipario, Montella, reduce dal 5-2 di Cagliari prima della sosta, viene sommerso dai fischi dei quasi quattromila tifosi della Fiorentina ed è la conferma di una delusione forte, per una squadra che sembrava promettere più di quanto finora ha mantenuto.

La Fiorentina deve ora fare i conti con la prima vera crisi della stagione (1 punto nelle ultime 3 partite). Il Verona ha surclassato la Fiorentina sul piano del ritmo, l’ha messa spalle al muro, costringendo una squadra già squilibrata (inutile Cristoforo davanti alla difesa, didascalico Badelj) a sfarinarsi senza lottare.

sponsored

 

FATALE. L’eroe del pomeriggio è un vecchio ragazzo di 31 anni, si chiama Samuel Di Carmine, è nato a Firenze, è cresciuto nelle giovanili viola, ha debuttato in Serie A in un Torino-Fiorentina di tredici anni fa, era appena maggiorenne e quando segnava - in allenamento - prendeva a prestito l’esultanza del suo idolo, Batistuta.

Prima del gol Di Carmine si fa notare per una brutta gomitata (pagata solo con il giallo) che costringe Pezzella a uscire dopo pochi minuti. Nelle ultime due partite Di Carmine non era stato nemmeno convocato. Scelta tecnica, qualche incomprensione con Juric.

Pace fatta, gol decisivo.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento