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'Fast' vs 'Keep calm': ritiro 'spezzettato' e una squadra da costruire. A Moena voglia di rivincite

Rocco va veloce, ma il mercato va a rilento e inizia con le cessioni. Montella aspetta, i tifosi anche. Chance per chi è a Moena: chi resterà?

'Fast, fast, fast'. Era il mantra di Rocco Commisso al suo arrivo a Firenze. Un ciclone dagli States, appuntamenti in serie per iniziare a ricostruire la nuova Fiorentina. Innanzitutto dietro le scrivanie, e nei rapporti con istituzioni e politici per stadio e non solo.

Tra cambiamenti, conferme e ritorni, è poi partito il lungo lavoro sul mercato di Pradè e Barone. 'Keep calm', l'altra faccia della medaglia snocciolata da Daniele e Joe. Metterci qualche giorno di più, ma fare le cose per bene.

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Del resto, con 75 giocatori sotto contratto e oltre 60 da vendere, non è difficile credere che le prime mosse debbano essere proprio in uscita. Lafont, Zekhnini e Laurini le prime ufficialità, in attesa di altri movimenti e della soluzione del caso Veretout.

Una volta sfoltita la prima parte di esuberi, si procederà ai primi acquisti funzionali. Ma impossibile pensare di avere 'tutto e subito'. IN ATTESA. I tifosi fremono, Firenze aspetta e continua a staccare abbonamenti su abbonamenti (siamo a quota 5 mila).

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In attesa dei primi colpi. Così come aspetta Vincenzo Montella. Con fiducia, ma più propenso alla filosofia del Presidente che al freno posto dagli uomini mercato. Logicamente, vorrebbe iniziare a lavorare il prima possibile con i giocatori che comporranno la nuova Fiorentina.

L'allenatore sta gestendo a Moena 31 giocatori, ma difficile contare più di 7-8 elementi attuali che possano far parte della Viola 2019/2020. E pochi di loro sarebbero titolari di una Fiorentina che vuole ripartire con ambizione.

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Non semplice lavorare così, anche se per Montella sarà quasi un deja vu, pensando al 2012. Quando oltre metà squadra (da Borja-Gonzalo ad Aquilani e Pizarro) fu allestita da agosto in poi. "Faremo gli acquisti dal 10 agosto", ha sottolineato Pradè la scorsa settimana.

La speranza di tutti, tecnico in primis, è che per quella data ci possa già essere qualche punto fermo. DIFFICOLTA'. Perché di lavoro da fare ce n'è eccome, e sarebbe importante iniziare a provare sul campo una bozza di Fiorentina 'vera'.

Ci sarà da aspettare, sarà un mercato lungo che finirà solo il 2 settembre. E da Dragowski a Simeone, passando per Biraghi, ma anche Pezzella e Chiesa, ci sono diversi nodi più o meno grandi da sciogliere anche 'in casa'. Oltre alla marea di giocatori da vendere.

Mercoledì la prima amichevole dei viola in val di Fassa, con una Fiorentina a dir poco 'provvisoria'. Poi nel weekend la partenza per gli Stati Uniti, dove la Viola affronterà Chivas Guadalajara, Arsenal e Benfica. Tre test impegnativi, viaggi e poco tempo per lavorare.

"Fosse stato per me, avrei fatto tutto il ritiro a Moena. Ma capisco il Presidente e la sua voglia di esportare il brand e vedere da vicino la squadra", ha confessato Montella. Un'altra difficoltà nella situazione transitoria: non facile iniziare la preparazione con tanti viaggi (anche negli States la Fiorentina si muoverà molto, e si allenerà poco), oltre che sfidare avversari di livello con una formazione 'temporanea'.

RIVINCITA. Ovviamente tra i diretti interessati che stanno lavorando a Moena c'è molta voglia di rivincita. Di seconde occasioni. Lo ha confermato Benassi davanti ai microfoni ("Vogliamo riscattare la figuraccia dell'anno scorso"), ma è un sentimento che accomuna giovani e meno giovani. Saponara, Eysseric, Simeone, ma anche ragazzi in rampa di lancio come Castrovilli e Ranieri.

O altri che in val di Fassa ci sono già passati, prima di imporsi (temporaneamente) altrove, come Venuti e Sottil. Un anno di esperienza in più, occasione ghiotta per mettersi in mostra. In Trentino ma anche nella International Champions Cup, contro club internazionali. "Non ci saranno altri casi come Zaniolo", ha precisato Pradè.

Come a dire: occhi puntati sui giovani, risorse importanti. Specie in una Fiorentina da ricostruire. In un ambiente sano e positivo, in mezzo anche a giocatori esperti, qualcuno dei ragazzi adesso a Moena potrebbe restare. E magari rappresentare una bella sorpresa.

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