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Farmaci e raggi killer. Dai lutti alle malattie, Roggi: “Erano pratiche diffuse, ovunque”

Bertini solo l'ultimo caso. Dai farmaci a raggi per superare la pubalgia. Roggi: "Erano pratiche diffuse ovunque, non c'entra la Fiorentina"

Si sofferma sui tanti decessi sospetti legati alla storia della Fiorentina La Nazione. Dalle flebo passando per il Micoren e il Cortex e, nel caso di Beatrice, dei raggi Roentgen per curare la pubalgia. Nello Saltutti, capocannoniere nella stagione 1973-74, è morto a 56 anni per infarto.

Bruno Beatrice se n’è andato a 39 per una forma di leucemia, Ugo Ferrante a 59 per un tumore. Ai Mondiali in Messico del 1970, Ferrante disse di essere stato “bombardato“ di «non meglio specificate radiazioni» per superare la pubalgia.

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Confidò alla moglie di aver paura, quando vedeva i compagni ammalarsi. Paura di morire. Giuseppe Longoni a 64 dopo averne trascorsi troppi su una sedia a rotelle, Massimo Mattolini a 56 dopo aver subito un trapianto di reni, Giancarlo Galdiolo a 69 dopo aver lottato con una grave forma di demenza.

Mimmo Caso ha superato una grave malattia che lo aveva colpito al fegato, Giancarlo De Sisti ha fatto in conti con un ascesso frontale al cervello, anche Giancarlo Antognoni ha superato la battaglia con un infarto che lo ha colpito nel 2004.

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In queste ore Giovanni Bertini, che ha giocato nella Fiorentina nella stagione 1975-76, se n’è andato a 68 anni per una forma di Sla.

Niente ha mai provato che ci sia stato un minimo comune denominatore alla base di tutte queste morti così diverse, la presunta maledizione che volteggia su quelle Fiorentine è stata sezionata da un’inchiesta che ha convocato medici e protagonisti di quel decennio.

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Tutto archiviato 

Torna sul tema l’ex viola Moreno Roggi a La Nazione: “Prima di tutto le condoglianze alla famiglia di Giovanni Bertini, il suo caso ci addolora profondamente. Aggiungo che proprio questa vicenda è la dimostrazione che in quelle Fiorentine non venivano proposte pratiche diverse rispetto alle altre squadre.

Giovanni rimase con noi solo pochi mesi e anche altri amici scomparsi hanno avuto carriere che si sono sviluppate lontano da Firenze. Capisco questa storia faccia notizia, ma ogni parola in più sarebbe una mancanza di rispetto per chi ha indagato così tanto negli anni scorsi”.

Nota anche la storia triste di Stefano Borgonovo, appartenente tuttavia ad un’altra era calcistica.
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