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Fair Play Finanziario: la Uefa non allenta la morsa

Qualcuno ha pensato che la situazione di emergenza portasse la Uefa a rivedere i parametri del FFP, ma non è così

Sul Corriere dello Sport-Stadio si parla del Fair Play Finanziario voluto dalla Uefa. Si poteva immaginare un allentamento dei parametri per questa stagione difficile per tutti ma non sarà così. Sul quotidiano si legge: la lettura di un possibile “allentamento” sui parametri del Fair play finanziario è totalmente priva di fondamento e non aderente alla realtà.

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Pur comprendendo il difficile momento di molte società, sotto il profilo economico-finanziario, non possono essere disattesi i principi ispiratori del progetto. Nel 2009 fu ideato con un doppio obiettivo: contenere i rischi di fallimento aziendale di molti club europei.

Creando, nel contempo, un ecosistema più competitivo (l’obiettivo iniziale era ridurre la distanza economica tra top e piccoli-medi club). Linea confermata su parametri e sanzioni. Restano confermate così i principali adempimenti richiesti dall’Uefa per non incorrere in sanzioni.

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Resta valida la regola fondamentale del break even (pareggio dei conti) e l’obbligo di pagare i debiti a livello internazionale. La concessione. Il Comitato esecutivo ha concesso alle federazioni affiliate più tempo per completare il processo di concessione delle licenze, allargando di fatto la finestra temporale per aderire ai criteri in vista delle prossima stagione (come a esempio il regolare pagamento dei salari).

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Sul terreno del fair play finanziario poi ha accettato che i club, impossibilitati a realizzare i budget (sia in termini di ricavi che di costi) entro fine aprile-maggio 2021, possano non rispettare (solo formalmente) determinati obblighi.

Per quest’anno, pertanto, saranno previsti alcuni controlli speciali, con modalità ufficializzate nelle prossime settimane.

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