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Ex all. Martinez Quarta a VI.IT: "Il calcio italiano lo completerà. Vi racconto quella volta che voleva lasciare il River perché non giocava"

Le dichiarazioni dell'ex allenatore del River Plate sul nuovo difensore viola

Dopo le due vittorie con la maglia dell'Argentina, nelle prossime ore Lucas Martinez Quarta inizierà la sua avventura italiana. Il difensore farà tappa a Roma per poi mettersi a disposizione di Iachini in vista della partita con lo Spezia.

In attesa del suo arrivo, LaViola.it ha contattato in esclusiva Facundo Luis Villalba, detto 'Luigi', allenatore del classe 1996 nel settore giovanile del River Plate che è stato fondamentale per il suo arrivo in prima squadra: Come commenta il trasferimento di Martinez Quarta alla Fiorentina?

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"È un passo molto importante della sua carriera. Va in uno dei campionati migliori al mondo e in un club interessante come la Fiorentina. Per i difensori il calcio italiano può essere molto utile perché può perfezionare il loro stile.

Trovare un compagno di nazionale come Pezzella può essere un grande aiuto per lui e possono formare una grande coppia. Se poi giocheranno con una linea a tre credo che formeranno una difesa molto buona". Al River ha giocato anche in una linea a tre?

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"Al River ha giocato in una linea a quattro, ma anche in una linea a tre come libero o come stopper. È aggressivo, forte di testa e sa impostare molto bene. Sono convinto che il calcio italiano lo migliorerà molto, perché è lì che si formano i migliori difensori".

Arriva a Firenze dopo le due partite con la nazionale, come lo ha visto? "In entrambe ha dimostrato che può giocare a quel livello, ma anche che può crescere ancora tanto. Sul gol segnato dalla Bolivia lui deve coprire il primo palo ed è Otamendi che dovrebbe scalare sul suo uomo.

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Comunque bisogna tener conto che a La Paz è molto difficile giocare". Quanti anni lo avete allenato ed ha sempre giocato da difensore? "L'ho allenato nella Quinta Division (Allievi) e due anni nella Reserva (Primavera). Spesso ha giocato da centrale, ma in alcune occasioni è stato impiegato anche da centrocampista  per quelle che sono le sue caratteristiche: ha molta qualità tecnica per giocare il pallone anche da dietro e molta personalità".

C'è qualcosa che deve migliorare? "Per fortuna non vedo in lui dei punti deboli (sorride, ndr). Possiamo parlare di aspetti da migliorare, ma non di punti deboli. Per questo dico che il calcio italiano lo completerà". Le ha inviato qualche messaggio negli ultimi giorni per salutarlo?

"Molto recentemente, visto che circa un'ora e mezzo fa l'ho salutato prima che prendesse il volo per Roma. L'ho visto molto contento perché è consapevole di aver fatto un passo molto grande per la sua carriera". C'è qualche aneddoto che ha con lui?

"Ricordo che un giorno mi disse che voleva lasciare il River Plate perché non veniva considerato molto dalla prima squadra. Io gli dissi di restare altri sei mesi nel club più grande d'Argentina per vedere se sarebbe arrivata questa opportunità e lo convinsi: se non fosse arrivata comunque non avrebbe avuto rimpianti, altrimenti avrebbe realizzato il suo sogno.

In pochi mesi quell'opportunità arrivò e iniziò a giocare in prima squadra. Per questo ogni volta mi ringrazia per avergli fatto prendere quella decisione, ma il mio era solo un consiglio per farlo credere più in se stesso e per cercare di far venir fuori tutto il suo potenziale.

Inoltre ricordo un'altra volta che non stava giocando molto con me e allora attraverso un'altra persona gli feci arrivare un messaggio con un indirizzo di casa. Quella casa era la mia, ma lui non lo sapeva e quando si presentò gli feci una sorpresa perché non si aspettava di trovarmi lì.

Facemmo una bella chiacchierata e gli spiegai che non si poteva arrabbiare e che presto sarebbe arrivato il suo momento. Dopo la chiacchierata andammo insieme a vedere una partita del prossimo avversario che avremmo dovuto affrontare".

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