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E il Franchi diventa un rebus. Alla Mercafir futuro da ripensare. Chi paga?

Se Commisso accelera per lo stadio a Campi, il futuro dell'impianto del Nervi è un'incognita. Così come l'area a Novoli...

Tecnicamente il bando per la Mercafir è ancora aperto, la scadenza è stata rinviata al 29 giugno per l'emergenza Covid. Ma non arriveranno buste, già che lo stesso sindaco Dario Nardella ha fatto sapere pubblicamente che lo stadio di Firenze è e resterà l’Artemio Franchi, ristrutturato.

Ma che cosa succederà se davvero Commisso dovesse fare lo stadio a Campi? Cosa ne sarebbe del Franchi, data anche l’attuale penuria di risorse nelle casse comunali? Come e con quali soldi sarà realizzata la nuova casa della Mercafir e quale destinazione sarà prevista per Novoli, al posto dello stadio?

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Di sicuro serve una quarta variante urbanistica, già che ora una porzione di terreni è destinata a uso sportivo, scrive La Nazione. LEGGI. Per il Franchi la prima operazione da portare a termine è far decadere i vincoli che non consentono un vero ammodernamento della struttura della quale si vorrebbero salvaguardare gli elementi architettonici di pregio.

Nelle prossime ore si saprà se verrà accolto l’emendamento previsto nel decreto Semplificazione al quale stanno lavorando Franceschini e De Micheli e che arriverà a momenti sul tavolo del governo. Ma Nardella sta lavorando con i parlamentari anche per proporre una modifica alla legge Lotti-Nardella che consenta compensazioni, come la costruzione di zone commerciali, uffici e alberghi, anche in altre zone del territorio comunale, per facilitare investimenti privati nel caso di ristrutturazione di stadi monumenti storici.

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FUTURO DEL FRANCHI? Nardella ha decisamente cambiato rotta rispetto al recente passato. «Non serve a nulla costruire stadi nuovi se non si riesce neanche a ristrutturare quelli vecchi», ha detto. Non vuol sentir parlare di competizione con il Comune guidato dal collega Emiliano Fossi: «A Firenze c’è già uno stadio, c’è una storia, c’è una Fiorentina che è sempre stata legata a Firenze, e da sindaco non posso che dire che la stragrande maggioranza dei fiorentini ha sempre apprezzato e ha sempre amato la sua squadra perché legata alla città di Firenze».

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Tutto vero, ma se il percorso dovesse complicarsi ulteriormente, il passo successivo potrebbe essere doloroso per il Comune che, a quel punto, si ritroverebbe a dover finanziare il restyling e anche a trovare una soluzione che ne preveda un maggiore utilizzo, proprio per evitare che finisca alle ortiche come il fratello Flaminio di Roma.

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