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E Chiesa, all'improvviso, diventò una 'riserva'

Il 25 viola ha alternato buone cose a prove deludenti dalla ripresa del campionato, ma soprattutto è stato spesso chiamato in panchina

Ufficialmente, la panchina iniziale di Federico Chiesa a San Siro è stata motivata da una scelta tecnica dovuta a una rotazione della rosa. In realtà la spiegazione che Beppe Iachini ha dato nel post partita di Milano a proposito del numero 25 non sembra reggere tanto, scrive La Nazione.

E questo sia in virtù dello stato fisico del calciatore (apparso sempre brillante nelle ultime uscite, sia quando partito dall’inizio che quando subentrato in corso d’opera) sia in relazione al minutaggio dell’esterno, specie se rapportato a quello di alcuni compagni di squadra.

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Quello che stupisce infatti è che Chiesa, dopo i 90’ da incubo con il Sassuolo, non ha più giocato una partita per intero (il massimo che l’allenatore gli ha concesso sono stati i 68’ col Torino), partendo nella formazione iniziale appena tre volte nelle successive sei partite e totalizzando 262’.

ALTRE MOTIVAZIONI? In mezzo prestazioni senza dubbio positive: un assist per Cutrone contro il Verona (con tanto di dito polemico verso un destinatario sconosciuto), un gol e un passaggio vincente sempre per Patrick a Lecce oltre a una prova di umiltà nella gara-salvezza coi granata.

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Il sospetto che qualcosa non torni e che nella scelta di mettere in una teca di cristallo il talento entrino in gioco altre motivazioni c’è: Ribery ad esempio nello stesso spazio di tempo ha sempre giocato titolare. Inevitabile che il pensiero corra al mercato e alla volontà di preservare il più possibile Chiesa in vista di un’estate che si annuncia più che mai calda.

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