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Due guariti, forse quattro: Fiorentina quasi al completo in vista del 18 maggio. Rischi ripartenza altissimi: se il protocollo non cambia, con un positivo in corsa salta tutto

Il 18 maggio Iachini potrebbe avere staff e rosa quasi al completo. Ma servirà a qualcosa? I rischi che la ripartenza possa arrestarsi sono vertiginosi

Le parole di Joe Barone e le notizie di serata non possono che far piacere. Due membri dello staff tecnico-sanitario sono infatti stati dichiarati guariti dal Coronavirus. E non è tutto. Il dg della Fiorentina ha rivelato che due giocatori hanno avuto esito negativo al primo tampone, in attesa della riprova del secondo che verrà effettuato oggi.

Nel caso in cui il tampone confermasse l’esito, resterebbero positivi soltanto altri 2 membri del gruppo (un calciatore e un membro dello staff), ovviamente tutti asintomatici. Iachini può dirsi soddisfatto: lunedì 18 maggio, data della ripresa degli allenamenti collettivi, potrebbe avere gran parte di rosa e staff tecnico a disposizione.

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Una magra consolazione in vista di una ripresa che si vuole fare a tutti i costi, anche se i rischi sono vertiginosi. Basta un solo contagiato in corsa, infatti, per fermare tutto. Il protocollo approvato dal Governo (molto più severo rispetto a quello tedesco) prevede due settimane di quarantena per tutto il team in cui è tesserato l’eventuale giocatore trovato positivo.

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Ovviamente, la quarantena dovrebbe estendersi almeno anche all’ultima squadra affrontata se la positività saltasse fuori a campionato già ripreso. Visto il calendario altamente congestionato, ciò significherebbe fermarsi di nuovo.

Tanta fatica per poi non finire il campionato? Il rischio è concreto. Le istituzioni del calcioprotestano contro un protocollo molto stringente e addirittura paventano la mancata ripartenza in queste condizioni. Ma se il Governo non dovesse allentare la presa, dovrebbero inghiottire il boccone amaro e proseguire camminando sui carboni ardenti, in virtù della politica della 'ripartenza ad ogni costo' fin qui sempre manifestata.

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Stando alle leggi attuali, Lega e Figcscommettono sulla buona sorte e sull’efficacia impeccabile dell’isolamento totale dei tesserati, i quali ovviamente non gradiscono. Dopo due mesi di quarantena, altri due mesi isolati: per qualche calciatore significa non riabbracciare la propria famiglia per oltre 4 mesi, ma tant'è.

I vertici del calcio sanno perfettamente che non è possibile portare a zero il rischio di contrarre un virus rivelatosi contagiosissimo come il COVID-19. Insomma, in caso questo protocollo così stringente dovesse rimanere così com'è, non potrà che prevalere il pessimismo.

Non tanto sull’eventuale ripresa della Serie A, quanto sul portare effettivamente a termine la stagione. La posizione della Fiorentina è ormai arcinota: bene ripartire, ma a certe condizioni. La prima è la sicurezza per tutti gli addetti ai lavori, la seconda è che tale ripresa estiva non influenzi la prossima stagione.

Entrambe le questioni non potranno essere garantite al 100%. Ma i soldi in ballo sono troppi anche per i viola, come per tutto il movimento peraltro. Il denaro è l’unico vero motore che alimenta le azioni degli attori. E allora ripartiamo, lanciando una moneta e sperando che esca la faccia sorridente.

Altrimenti, alla prima difficoltà tutto si arresterà e il campionato non potrà che essere definitivamente annullato. E arrivederci alla prossima stagione, per la quale non si escludono però ulteriori disagi. Se davvero il virus circolerà fino al vaccino (che non arriverà prima di un anno) e con il ritorno del freddo potrebbe esserci un riacutizzarsi dell’epidemia, da settembre in poi il calcio e lo sport in generale potrebbero ritrovarsi con gli stessi identici problemi di questi giorni.

Meglio non pensarci, meglio guardare all’oggi. Del doman non v’è certezza, scriveva un nostro illustre concittadino.

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