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Dubbi e fantasmi dell'attacco che spara a salve: tanti milioni in ballo e poca prospettiva

Simeone ha 22 anni ed è costato 18 milioni. Thereau ne ha 35, è costato il giusto (meno di due milioni) ma ha strappato un lungimirante triennale che lo porterà a 38 anni. Gil Dias di anni ne ha 21. Il mega procuratore Mendes lo ha spedito qui perché al Monaco non giocava mai.

In pratica lo stiamo valorizzando (al momento decisamente poco) per altri e il riscatto fissato a 20 milioni esclude la sua permanenza oltre il 2019. Accordo biennale: un noleggio a lungo termine con valorizzazione conto terzi.

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Poi c’è Falcinelli, che deve ancora farci vedere chi è. Ventisei anni, anche lui rientra nella categoria noleggio a lungo termine. Nessun riscatto fissato. Vedremo poi. Così scrive La Repubblica.

Su Chiesa c’è poco da dire, in questa Fiorentina è facile capire al volo che parliamo di un ragazzo di altra categoria.

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L’unico obiettivo è riuscire a tenerlo un altro anno. E, a occhio, la Fiorentina dovrebbe farcela, anche perché, soffiano in società, c’è un patto non scritto alla firma del contratto che ha reso il figlio di Enrico il più ricco dello spogliatoio.

Dai nomi in gioco e da tutto il resto si evince che in attacco, al momento, non vi è alcun programma in prospettiva. Chi è vicino alla pensione, chi gioca per fare esperienza e guadagnarsi magari un posto nel suo top club, chi fatica a vedere la porta, chi invece la vede ma non la prende mai.

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Poi c’è anche chi non vede neanche il campo: tipo Lo Faso, che è giovane, ha talento ma ancora non convince e chissà perché. L’attacco di Pioli è uno dei tanti misteri di questo anno. Pochi punti, pochi gol, poco divertimento.

Inutile aggiungere i flop di Saponara ed Eysseric, i due fantasisti fantasma da 14 milioni complessivi che ciondolano tra panchina e infermeria.

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