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Dragowski ritrova la Lazio. Da subentrante (da incubo) dell’ultima volta a solida certezza

Da quella serataccia del 3-4 ad oggi. Bartlomiej Dragowski ritrova la Lazio. Da subentrante a solida certezza per la Fiorentina

Non fu proprio una serata da ricordare quella del 18 aprile 2018 per Bartlomiej Dragowski. Dopo tanta panchina l’occasione di difendere i pali della Fiorentina in Serie A dopo aver giocato pochi minuti a Pescara nel 2016-17 e solo due volte in Coppa Italia contro Samp e Lazio: al 7’ Sportiello esce male, respinge di mano un cross di Immobile, si becca un rosso, e il polacco gli subentra.

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Ma nel 3-4 finale furono diverse le responsabilità di Dragowski su almeno due reti dei capitolini. Da lì al termine della stagione non andò malissimo contro il Sassuolo e molto male a San Siro nel 5-1 col Milan. Quindi l’arrivo di Lafont a Firenze, e di nuovo il ruolo di numero 12.

Il resto è storia.

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Da quella serata da incubo, vissuta da subentrante, a domenica sera, quando il polacco sarà titolare indiscusso della porta viola, saranno passati 557 giorni. E adesso Dragowski è tutt’altro portiere. Imbattuto per la prima volta in carriera in Italia per due gare di fila, decisivo come poche altre volte contro l’Udinese su quel tiro di Lasagna che avrebbe potuto compromettere la vittoria dei suoi, inoperoso o quasi a Brescia come contro la Juventus.

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Drago prova a fare il tris di gare senza subire reti. Di fronte Immobile e la Lazio di Inzaghi. Meno macchina da rete degli scorsi anni, ma comunque quarto attacco del campionato con 16 gol segnati e 2 di media a partita, e la seconda squadra in assoluto in Serie A per tiri in porta.

E solo contro l’Inter in questo campionato la Lazio non ha segnato, in una gara in cui Handanovic parò di tutto.

Sarà chiamato ad una prova maiuscola il polacco, come fece il collega nerazzurro, per arginare la foga offensiva laziale.

E confermare quanto di buono fatto fin qui in questo avvio di stagione, in cui la Fiorentina gli ha dato per la prima volta in carriera la maglia da titolare del club viola, quasi quadruplicato l’ingaggio, respingendo le offerte provenienti dalla Premier e vicine ai 10 milioni di euro e dandogli fiducia.

Fin qui risposte positive. Ora la prova del nove, o meglio del tre, come le gare consecutive in cui Dragowski proverà a rimanere imbattuto.

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