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'Doppietta di Fourneau': due rigori contestati, Jack rischia. Ma i viola restano in crisi

L'arbitro di Fiorentina-Verona giudicato in maniera molto negativa dai quotidiani. Decide la partita con due penalties. Ma la Viola fa poco meglio

'Doppietta di Fourneau', titola Il Corriere dello Sport - Stadio. Il punto di caduta di questo 1-1 di rigore è che solo il Verona ha più di un motivi per sorridere, classifica alla mano: nelle ultime cinque trasferte ha portato a casa 9 punti e ha superato indenne l’esame Franchi pur dovendo fare i conti con un po’ di assenze.

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Vista dalla prospettiva viola, la faccenda è più complicata: la Fiorentina non spezza la maledizione della vittoria che manca dal 25 ottobre scorso, 55 giorni fa (c’era ancora Iachini), e non si stacca abbastanza dalla zona “rossa” della classifica.

Di sicuro ha poco da sorridere Fourneau: sbaglia molto, in particolare sui due episodi chiave che segnano la partita.

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FATTORE RIGORE.  La storia di Fiorentina-Verona può cambiare dopo 80 secondi, e infatti cambia: Barreca su Salcedo, Fourneau decide subito per il rigore, non serve un silent-check dilatato, quasi sei minuti di attesa, e la corsa al monitor, su consiglio del Var, perché l’arbitro torni sui propri passi.

A trasformare dagli 11 metri, spiazzando Dragowski, è Veloso. Poco dopo, è Gunter a fermare irregolarmente Vlahovic, in maniera un po’ più evidente rispetto a quanto aveva fatto prima Barreca. Ed è il ragazzone serbo, vent’anni all’anagrafe che tuttavia non influiscono affatto sulla personalità, ad andare a bersaglio.

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Vlahovic per la prima volta è autore di due gol consecutivi dall’inizio della sua carriera.

JACK E RECUPERO. Oltre i rigori, c’è dell’altro sul fronte arbitrale. A rischiare fortemente è Bonaventura. Aveva già rimediato l’ammonizione per un braccio largo su Ceccherini al 13’ e al 33’, sempre per una….

“manata” sull’ex difensore viola viene graziato dalla seconda ammonizione che avrebbe costretto la Fiorentina a giocare in inferiorità numerica per gran parte della gara. C’è poi la gestione del recupero (irrisorio) a far discutere: a fronte di uno stop, in occasione del silent-check Var e del ricorso all’OFR di quasi 6 minuti, il tabellone ha segnalato un recupero di soli quattro minuti.

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