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Dopo Juve ed Inter senza essere mai in partita, ora l’esame big si chiama Roma

La gara contro l’Inter di San Siro fa poco testo viste le condizioni in cui versava quella Fiorentina. Senza Chiesa, e con un gruppo di calciatori messi in campo da Pioli senza neanche quasi averci parlato visti i tempi di mercato che hanno portato alcuni elementi a Firenze last minute.

A Torino contro la Juventus, invece, qualcosa di meglio si era visto con una solidità difensiva importante fino al cambio Laurini-Gaspar ed il crollo del secondo tempo. Ma il bilancio dice due gare contro le big, 0 punti, 0 gol fatti, 4 subiti.

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Adesso l’esame si chiama Roma per la Fiorentina di Pioli. Immaginarsi, tuttavia, una viola in grado di battere la squadra di Di Francesco che in campionato ha fatto 4 vittorie su 4 trasferte, peraltro senza ancora subire un gol, e che ha perso punti fin qui solo con Inter e Napoli, non è certo facile.

Ma intanto devono arrivare risposte dalla gara contro i giallorossi. Uno perché la Fiorentina stavolta gioca in casa, due perché dopo il ko ai limiti dell’indegno di Crotone deve arrivare una scossa, tre perché nell’ottovolante che sta caratterizzando questa annata viola con continui alti e bassi è il momento di provare a fare un alto.

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Chissà che la gara contro il Chelsea di stasera non porti via energie preziose per la squadra capitolina. Che fin qui ha subito solo 5 reti ed ha chiuso con la propria porta inviolata in 7 gare su 10 in campionato. Poco importa.

La Fiorentina è chiamata a dare un senso alla propria stagione domenica al Franchi. Adesso è il momento di provare a dimostrare che il blackout di Crotone è solo stata una parentesi. E che anche contro qualche big quest’anno la Fiorentina non sia solamente destinata a fare da cenerentola o vittima sacrificale già sconfitta in partenza per manifesta inferiorità.

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