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Diniz a VI.IT: "Pedro per alcune caratteristiche somiglia a Lewandowski. Ha tutto per imporsi in Italia"

Le dichiarazioni in esclusiva dell'ex allenatore del Fluminense sul nuovo centravanti brasiliano della Fiorentina

Dopo che lunedì si era sottoposto alle visite mediche a Roma, nelle prossime ore Pedro raggiungerà per la prima volta Firenze per unirsi ai suoi nuovi compagni e mettersi a disposizione di Vincenzo Montella. L'attaccante brasiliano arriva dal Fluminense per una cifra vicina ai 15 milioni di euro e va a completare il roster di prime punte della Fiorentina, composto al momento da Vlahovic e Boateng.
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Per saperne di più sulle sue caratteristiche e sulle sue condizioni fisiche, LaViola.it ha contattato Fernando Diniz, allenatore del Fluminense da dicembre 2018 al 19 agosto scorso. Queste le sue dichiarazioni rilasciate in esclusiva ai nostri microfoni:

Lei che lo ha allenato negli ultimi mesi, quali sono le condizioni fisiche di Pedro?

"Sta molto bene, ha completamente recuperato dall’infortunio. È un giocatore molto forte, con grandi abilità tecniche e che trova il gol con grande facilità".
Ha avuto però la sua migliore stagione l’anno scorso. Quest’anno ha faticato di più, andando in rete solo cinque volte…
"È normale.
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Si è infortunato e sta pian piano ritrovando la forma migliore, ma è solo una questione di tempo. Penso che in Europa avrà la possibilità di crescere tanto. Ha tutte le qualità per fare bene. Per quanto riguarda i gol ha continuato a migliorare pur dovendo riadattarsi dopo l’infortunio.

È un giocatore molto intelligente e a tutto per far bene a Firenze".

Crede sia pronto per giocare in Europa?
"Tutti i giocatori brasiliani che vanno in Europa hanno bisogno di un periodo di adattamento. Così sarà anche per Pedro.
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Lui inoltre è in un periodo di ripresa dall’infortunio al ginocchio. Ma penso che crescerà velocemente in Italia: ha tutto per imporsi".

Quali sono le caratteristiche di Pedro?
"Pedro è un giocatore d’area, molto intelligente.

Ha una grande abilità realizzativa e gioca bene spalle alla porta, il che gli permette di aiutare e favorire anche in compagni in fase offensiva: non tanto fuori dall’area, quanto più vicino alla porta tipo pivot. Non abbandona molto l’area di rigore, non ha una grande mobilità ma la sua abilità di intercambiarsi con gli altri giocatori offensivi è buona.

È in grado di costruire occasioni per sé stesso e gli altri, un po’ come Lewandowski, un altro giocatore che come lui ama giocare molto all’interno dell’area".

Qual è il modulo che esalta maggiormente le sue caratteristiche?
"Può giocare sia come unica punta o con un compagno di reparto.

Come dicevo è molto intelligente nel ricevere palla spalle alla porta. Se gioca in un sistema con due ali che si sovrappongono continuamente e che mettono palloni in area può fare la differenza".

In cosa deve migliorare?
"Pedro crescerà tatticamente in Italia.

Imparerà a migliorare le sue giocate senza palla in fase difensiva, e ad essere più attivo nella marcatura e nel pressing. Crescerà anche la sua mobilità: è un giocatore molto intelligente e sono sicuro che si adatterà al gioco italiano".

Fuori dal campo che ragazzo è?
"Pedro ha una personalità più simile a quella europea. Non è il classico giocatore brasiliano proveniente da una famiglia disagiata e appartenente a un ceto sociale basso. È di buona famiglia, i suoi genitori gli sono sempre stati vicino, ha studiato e quindi ha anche ottime capacità di apprendimento.

Sa perfettamente cosa succede nel mondo. Quindi penso che fuori dal campo saprà adattarsi molto facilmente. È un giocatore che non ha mai causato problemi quindi ha tutto per avere successo. Come uomo Pedro è completamente diverso dalla maggior parte dei giocatori brasiliani".

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