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Difesa fragile e non solo: Montella non è in discussione, ma deve sfruttare la sosta

Il tecnico per la società non rischia, ma deve migliorare la sua Fiorentina. Da una difesa che prende acqua (e gol) alla ricerca di leader in campo.

Partiamo da un presupposto, base dell’analisi di quanto accaduto a Cagliari e, più in generale, di questa prima parte di stagione: Vincenzo Montella non è in discussione. Il presidente Rocco Commisso certo non ha gradito quanto visto alla Sardegna Arena e l’ha esternato pubblicamente in modo chiaro e inequivocabile: «Ancora una volta abbiamo fatto un primo tempo non giocando bene e la squadra non mi è piaciuta».

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La considerazione del patron italoamericano si focalizza soprattutto sulla prima parte della gara: ovvero sull’approccio iniziale. Cagliari nettamente superiore e viola non pervenuti. Il tecnico, però, ha tutta la stima e la fiducia del presidente, del direttore generale Barone e del ds Pradè.

La sosta per le Nazionali permetterà a Montella di voltare pagina e provare a ripartire. Così scrive La Repubblica.

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DIFESA. Ma su cosa dovrà lavorare principalmente in queste settimane, al netto delle assenze dei 13 nazionali? Il primo allarme riguarda la difesa.

La Fiorentina ha la peggior difesa delle prime dodici posizioni di classifica: 19 reti subite nelle prime 12 gare, con una media di 1.6 gol a partita. Che sia schierata a tre o a quattro, qualcosa non sta andando come avrebbe sperato il tecnico.

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Certo, su questa media hanno influito le 9 reti incassate in totale nella prima giornata (4 col Napoli) e l’ultima a Cagliari (5). Però se nel momento migliore di questo inizio di stagione i viola parevano aver trovato il giusto equilibrio, a Cagliari sono emerse tutte le difficoltà.

E non può essere una questione da ricondursi in modo esclusivo alla media dell’età: perché i viola sono una squadra giovane, che con orgoglio può puntare su molti ragazzi provenienti dal settore giovanile. Ma l’esperienza è presente: Caceres, Pezzella, Badelj, Ribery per citare chi finora è stato protagonista tra i titolari.

SINGOLI.

I viola con o senza Ribery in campo quasi si trasformano. Hanno subìto gol nelle gare in cui è stato sostituito, compresa l’ultima che l’ha visto protagonista al Franchi contro la Lazio, ma soprattutto sembrano quasi risentire la sua personalità.

Il suo peso. Non potrebbe essere altrimenti, vista la caratura di un campione che in ogni azione può mettere, oltre all’esperienza, la sua infinita classe. Semmai, accanto al francese, sta mancando il ruolo di comprimario da parte di Chiesa.

Soltanto due reti per Federico in campionato: Montella lo vorrebbe più determinante in zona offensiva. Infine Badelj: rimane il cervello di questa squadra, Montella non lo tocca quasi mai e ricerca in lui anche l’esperienza. La lucidità.

Il croato sta abbinando prestazioni positive ad altre nettamente negative. Serve il miglior Badelj. Missione possibile, senza stravolgere moduli o posizioni dei compagni di reparto?

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